Cerca
Logo
Cerca
+

Ciro Grillo, spuntano altre molestie: clamoroso, sul suo cellulare...

 Ciro Grillo

Paolo Ferrari
  • a
  • a
  • a

«Ca..i durissimi segue -) in Nuova Zelanda». Ciro Grillo è sempre "in tiro". Al processo per stupro nei confronti di Grillo junior e dei suoi tre amici genovesi, Vittorio Lauria, Edoardo Capitta e Francesco Corsiglia, è spuntata ieri una chat alquanto compromettente per il figlio del fondatore del Movimento cinque stelle. Il documento è stato recuperato dall'avvocato Dario Romano, che rappresenta la parte civile della studentessa italo-norvegese che denunciò di essere stata violentata nel luglio del 2019 in Costa Smeralda dai quattro ragazzi, ed ha "inchiodato" Parvin Tadjik, la moglie iraniana di Beppe Grillo e madre di Ciro. L'avvocato Romano, in particolare, interrogando la signora Grillo, ha esordito chiedendole se fosse a conoscenza del fatto che il figlio avesse avuto precedenti riguardanti molestie sessuali o violenze sessuali. Immediata la risposa delle diretta interessata: «No, mai».

 

 


 

COLPO DI TEATRO

A quel punto, con un colpo di teatro, il legale ha tirato fuori le chat del 2017 da cui emergeva che Grillo junior era stato espulso da una scuola ad Auckland, in Nuova Zelanda. Nel 2017, il figlio dell'Elevato, durante una vacanza studio al Macleans college di Auckland, si era scatenato chattando «Cazzi durissimi in Nuova Zelanda», lanciandosi in frasi volgari anche sulle figlie del vicepreside del college. La circostanza aveva determinato per il pargolo un processo disciplinare e la conseguente decisione dei genitori di rimpatriarlo con il primo volo. «Ciro, non c'è niente da fare, il direttore generale ha parlato con Caterina e ti vogliono espellere con foglio di via», scrivevano al fanciullo i familiari dall'Italia. «Forse anche con la polizia se tu fai resistenza - avevano aggiunto -, a meno che tu non venga via di tua spontanea volontà, hanno già deciso che perderai il processo anche se tu ti scuserai o hai ragione. Non vogliono darti il nulla osta per l'altra scuola, quindi non ti puoi assolutamente spostare perché l'altra scuola non ti può accettare.
Abbiamo veramente provato di tutto ormai da 16 ore, mi dispiace non c'è niente da fare». Le "intemperanze" di Grillo junior erano emerse anche nella chat "Official Mostri", estrapolata dai cellulari dei quattro all'indomani dell'avvio del procedimento per stupro, al cui interno, tra bestemmie irripetibili, venivano descritti i dettagli osceni, sempre con il contorno del membro in erezione, di quanto accaduto durante quella sera d'estate. Ciro Grillo, sul punto, era stato sentito diverse volte, tre per la precisione, dai carabinieri di Genova, fornendo dichiarazioni spontanee in merito alle accuse.

SERATA FOLLE

Era stato lui stesso, tramite il suo avvocato, a chiedere di essere interrogato. Gli altri tre, invece, avevano rinunciato a farsi ascoltare. Tutti e quattro gli imputati, comunque, si erano sempre difesi sostenendo che il rapporto con la ragazza fosse stato consensuale. Secondo l'accusa, invece, i quattro avrebbero violentato la notte del 17 luglio del 2019 la studentessa, dopo una serata passata al Billionaire, nella casa del fondatore del Movimento Cinque stelle in Costa Smeralda dove stavano trascorrendo le vacanze. Per la Procura i quattro amici l'avrebbero prima costretta a bere e poi avrebbero abusato di lei più volte. La studentessa era in compagnia di un'amica. Capitta, Lauria e Grillo, dopo il rapporto sessuale consumato a turno, avrebbero scattato anche foto con la seconda ragazza che dormiva sul divano. Tornando, invece, all'interrogatorio della madre di Grillo junior, ella ha confermato che quella notte, pur dormendo nella casa accanto, non si era accorta di nulla. E anche la colf della famiglia Grillo ha confermato di non aver notato niente di anomalo. La donna, poi, avrebbe precisato di avere visto le due ragazze andare via in auto con due degli amici genovesi intorno alle 14.30 del 17 luglio. Erano tranquille e non lasciavano trasparire alcuna inquietudine.

 

 

 

TESTIMONIANZE

«Nelle testimonianze di oggi sono emerse numerose contraddizioni che contesteremo, anche con produzione documentale, nelle prossime udienze. Non posso entrare nel merito, ma dire che non si sono sentite grida o che non ricordano di avere visto i ragazzi non ha alcuna rilevanza», ha dichiarato Romano alla fine dell'udienza, «stiamo parlando di una persona che non era neanche nelle condizioni di urlare». Oltre alle madre di Grillo junior e alla colf, il collegio ieri ha interrogato altri cinque testimoni, fra cui i farmacisti che fornirono la pillola del giorno dopo alla ragazza. In caso di condanna, la pena potrebbe superare tranquillamente i dodici anni di reclusione.

 

 

 

Dai blog