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Magistratura, niente test ma le pagelle: le nuove proposte ai raggi X

 Toghe

Paolo Ferrari
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Verrà discussa già oggi in Commissione Antimafia la richiesta del Pd di audizione del ministro della Difesa Guido Crosetto dopo quanto dichiarato in un’intervista al Corriere a proposito di tentativi da parte delle toghe di mettere in crisi il governo Meloni. «Chiediamo al ministro che vengano fugati i sospetti e le ombre. Non deve lasciare che le sue parole cadano nel vago. Se c’è da chiarire lo faccia nei modi che preferisce», aveva fatto sapere in mattinata Giuseppe Santalucia, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, cogliendo un facile assist dell’opposizione. «Crosetto non ha detto niente di nuovo, anzi, le sue dichiarazioni rispecchiano pienamente la realtà degli ultimi decenni. È evidente, infatti, che una parte della magistratura, negli ultimi anni, si sia più interessata alla politica che all’esercizio della giurisdizione, ed è a questi magistrati, politicamente schierati, che si è rivolto il ministro», hanno fatto sapere da Forza Italia. «Stimo Crosetto, se ha fatto quella dichiarazione avrà le sue ragioni, non sono un “colpo di fulmine”. Io dico solo che il ministro è una persona seria», è stato il commento del viceministro della Giustizia e senatore azzurro, Francesco Paolo Sisto.

«Crosetto è stato messo in croce per aver detto cose che sono sotto gli occhi di tutti. Li avete ascoltati gli interventi ai congressi delle correnti di Area e Md? L’avete letta l’intervista al segretario di Area? Le avete viste le prese di posizione dell’Anm tese a condizionare il legislatore su riforme in itinere? Crosetto non ha parlato di inchieste, ma di riunioni di corrente. Se mi dite dove si firma, vado a sottoscrivere le sue parole», ha affermato Enrico Costa, deputato e responsabile giustizia di Azione. Per il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, invece, Crosetto «dovrebbe essere sentito dalla procura di Roma e in quell’occasione dovrebbe definire da chi ha sentito queste cose e di cosa sta parlando». «Credo che Crosetto abbia detto delle cose di sicuro interesse. Se il ministro della Difesa, non propriamente l'ultimo arrivato, dice delle cose evidentemente c’è qualcosa di molto serio. Ma la mia domanda è un’altra: perché Giorgia Meloni all’improvviso ha bloccato la riforma della giustizia? Che cosa è successo, di che cosa ha paura?», ha dichiarato il leader di Iv Matteo Renzi.

 

 

In serata è intervenuto il diretto interessato. «Incontrerei molto volentieri Santalucia ed il suo direttivo per chiarire le mie parole e le motivazioni: capiranno che alla base c’è solo un enorme rispetto per le istituzioni. Tutte. Magistratura in primis», il post su X di Crosetto. Schermaglie politiche a parte, nel pre-Consiglio dei ministri di ieri dedicato alla giustizia il governo ha bocciato l’ipotesi di esami psico-attitudinali per chi vuole fare il concorso in magistratura. I test psico-attitudinali, un vecchio cavallo di battaglia di Silvio Berlusconi da sempre osteggiato dall’Anm, sarebbero stati simili a quelli somministrati a chi decide di entrare nelle Forze di polizia. Se vengono fatti un aspirante carabiniere semplice, a maggior ragione dovrebbero essere fatti da chi un domani con la toga indosso condanna all’ergastolo. I test si sarebbero resi indispensabili in quanto i magistrati sono oggi l'unica categoria professionale che ha in automatico il porto d'armi. Per le toghe, infatti, è sufficiente mostrare il proprio tesserino di riconoscimento per acquistare in armeria una pistola o un fucile. 

 

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