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Dossieraggio, la "Squadra Fiore": una centrale per spiare i vip in hotel

Andrea Valle
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Salta fuori dopo i dossieraggi anche la centrale degli spioni a pagamento “Fiore” dietro a Piazza Bologna. Ieri il direttore di Today.it, Fabrizio Gatti, ha pubblicato un inquietante articolo in cui racconta l’esistenza della “Squadra Fiore”, composta da militari ed ex militari, alle dipendenze della Presidenza del Consiglio o della Difesa che accederebbero alle banche dati dello Stato per estrarre notizie riservate su persone e imprese italiane. Per venderle a entità italiane e straniere. La base operativa sarebbe a Roma, dietro piazza Bologna e i fruitori (anche stranieri) sarebbero disposti a pagare cifre a 5 zeri per informazioni prelevate dalle banche dati riservate (dalla Banca d’Italia a quelle dei servizi) su personaggi pubblici e imprese. Ne farebbero parte personaggi vicini alle forze armate o ex dipendenti della Difesa e della Presidenza del Consiglio.

Il tutto mentre in Parlamento si scatena l’assalto al grillino Federico Cafiero De Raho che viene sollecitato a lasciare la Commissione parlamentare antimafia, presieduta dalla meloniana Chiara Colosimo e dove sono attualmente in corso le audizioni sul dossieraggio effettuato dall’ex maresciallo della guardia di finanza Pasquale Striano. La sua presenza sarebbe in palese conflitto d’interesse in quanto, all’epoca degli accessi abusivi effettuati da Striano, Cafiero De Raho era il procuratore nazionale antimafia e quindi colui che avrebbe dovuto vigilare affinché venissero rispettate le procedure.

 

 

 

Insomma si moltiplica in queste ore le richieste affinché Cafiero De Raho faccia un passo indietro. «Per consentire un sereno svolgimento dei lavori della bicamerale, motivi di opportunità suggeriscono che l’esponente del M5s si astenga dal partecipare alle sedute della Commissione», scandisce il capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo San Macuto Riccardo De Corato. «Deve dimettersi dal suo incarico di vicepresidente e di membro della commissione Antimafia. Quando si abbandona il ruolo di magistrato per farsi eleggere dal popolo al Parlamento, bisogna ricordarsi che l’opportunità politica è essenziale per poter svolgere al meglio questo lavoro», commenta Pino Bicchielli di Noi moderati. «Nessuno del Movimento si accorge della macroscopica inopportunità della partecipazione di Cafiero De Raho alle sedute dell’Antimafia sull’inchiesta dossieraggio?, aggiunge il renziano Davide Faraone.

 

 

 

«Si sta attaccando una persona che da oltre quarant’anni serve le istituzioni con disciplina ed onore combattendo le mafie ed ogni forma di malaffare», replicano i pentastellati. E ieri mattina anche Giorgia Meloni è tornata sulla vicenda Striano. «Bisogna andare fino in fondo. Penso che la questione sia molto più ampia. Sono assolutamente convinta», ha aggiunto, «che conosciamo la punta di un iceberg. Più che preoccupata sono molto indignata per qualcosa che aleggiava, abbiamo visto particolarmente in quest’anno le cose a orologeria, le paginate: penso che non sia possibile che accada in Italia, bisogna andare fino in fondo, tirare fuori tutti i responsabili e soprattutto i loro mandanti».

 

 

 

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