Riforma della giustizia, referendum e separazione delle carriere sotto la lente d’ingrandimento di Piazzapulita, programma di approfondimento serale di La7, condotto da Corrado Formigli. In studio c’è un acceso confronto tra Italo Bocchino, direttore editoriale del Secolo d’Italia, e Alessandro De Angelis sul tema.
Quest’ultimo ritiene che questa riforma sia sostanzialmente inutile e riporta le parole di Margherita Cassano, ex-Presidente della Corte di Cassazione che, nel 2024, affermò alla Camera dei deputati che “solo lo 0,83% dei Pubblici Ministeri (PM) aveva chiesto di passare a funzioni giudicanti negli ultimi cinque anni e solo lo 0,21% dei giudici aveva chiesto il contrario, sottolineando che la separazione delle carriere è già ampiamente in atto e che la riforma costituzionale proposta era superflua”.
Referendum giustizia, il comitato del Sì arruola 26 magistrati
Professori, giuristi, imprenditori e ben 26 i magistrati. È questo l’insieme del comitato nazionale naziona...A questa citazione, allora, provoca Italo Bocchino che ritiene esagerate le proteste dell’opposizione: “Allora perché si agitano tanto? Se non conta nulla questa riforma perché si agitano? Mi hai convinto, non c'è problema”. Il referendum, va ricordato, si terrà esattamente tra due mesi, cioè tra domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026. Non è un referendum abrogativo (che chiede di cancellare una legge), ma un referendum costituzionale confermativo. Significa che gli elettori sono chiamati a confermare o bocciare una modifica alla Costituzione già approvata dal Parlamento.
Silvia Albano, la toga anti-Meloni ospite del Pd all'evento per il "no"
Silvia Albano ospite del Partito democratico. L'occasione? Il "no" al referendum sulla riforma della giust...In questo tipo di referendum non c’è quorum: è valido qualunque sia la percentuale di partecipanti e vince la scelta (Sì o No) che ottiene la maggioranza dei voti validi. Il nodo principale sarà, come anticipato, la separazione delle carriere e, dovesse passare il sì, chi sceglie la carriera giudicante (giudice) non potrà poi diventare pm e viceversa. Il governo e chi sostiene la riforma la presenta come un modo per rafforzare l’autonomia e l’imparzialità del giudice. In tal modo il CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) si sdoppierà: ce ne sarà uno per i pm e uno per i giudici. Una parte dei componenti non togati (laici) non sarebbe più eletta dal Parlamento, ma sorteggiata da elenchi qualificati (professori, avvocati, giuristi). Anche una quota dei magistrati potrebbe essere sorteggiata, non eletta. Il sorteggio serve a indebolire il sistema delle correnti interne alla magistratura, accusate di lottizzazioni e accordi di potere.
Bocchino contro De Angelis: guarda qui il video di Piazzapulita su La7




