Il ritorno di Henry John Woodcock. Il pm anti-mafia, protagonista negli anni Dieci di inchieste tanto clamorose quanto mediatiche finite quasi sempre in nulla di fatto, dopo un lungo periodo di silenzio guadagna nuovamente la ribalta per esternazioni sugli scontri di Torino di sabato scorso, durante il corteo pro-Askatasuna, che a suo dire sarebbero stati "strumentalizzati politicamente".
Le decisioni adottate dal giudice a Torino per i tre manifestanti arrestati durante gli scontri, ha spiegato la toga venerdì ai ragazzi nel corso di un forum giovanile svolto nel complesso Santissima Trinità e Paradiso a Vico Equense, sono "una ulteriore ed ennesima prova da una parte della inutilità della tanto reclamizzata riforma costituzionale, e dall'altra della 'insidiosità' non solo di ogni tentativo di attrarre il pubblico ministero verso le aspirazioni e le sollecitazioni governative, ma anche di utilizzare fatti gravi come quelli di Torino per finalità, direttamente o indirettamente, elettorali".
Il fatto che il gip di Torino abbia disposto gli arresti domiciliari per uno dei manifestanti e l'obbligo di firma nei confronti degli altri due, ha spiegato il magistrato, a fronte della richiesta del carcere del pubblico ministero, per tutti e tre i manifestanti arrestati, "è l' ennesima dimostrazione della piena autonomia e dell'assoluta indipendenza del Giudice e delle sue decisioni rispetto all'Ufficio del pubblico ministero".
"Invero - ha aggiunto Woodcock ai ragazzi - la storia del nostro Paese ci ha insegnato che iniziative e manifestazioni violente come quelle di Torino, e più in generale ogni forma di contrapposizione violenta alle Istituzioni, si argina, si previene e si combatte adeguatamente solo se tutte le Istituzioni dello Stato, nessuna esclusa, si mettono dalla stessa parte e fanno 'blocco', come del resto è accaduto con il terrorismo". "Purtroppo, per strada, c'è un sacco di gente che non ha nulla da perdere, e dunque bisogna fare molta attenzione, magari per guadagnare qualche voto, a dare anche solo la sensazione di essere divisi".




