L'Associazione Nazionale Magistrati ne combina un'altra e, nel tentativo di far vincere il "no" al referendum, incappa in uno scivolone. Sì perché qualcuno aveva pensato bene di organizzare una serata evento promossa attraverso un volantino passato di chat sui telefoni. "Vi aspettiamo alla prima festa del distretto, mercoledì 4 marzo 2026 ore 20.30. Buffet & dj set – 60 euro", si legge nel manifesto digitale diffuso dal Giornale. E a chi si è chiesto come possa costare 60 euro una cena a buffet, è bastato leggere qualche riga più giù: "Il ricavato sarà devoluto al comitato Giusto dire no", ragion per cui era stato inserito anche l’iban per il pagamento, riconducibile all’Anm di Roma.
Ma non è tutto, perché la sede dell'evento è niente di meno del Circolo della Guardia di Finanza. Dall’Anm hanno fatto sapere di non essere a conoscenza della vicenda, ma dalla ricostruzione fatta dai giornalisti, anche attraverso fonti qualificate e dopo aver contattato anche la GdF pare che "Anm avesse ottenuto la sala a seguito di una richiesta ufficiale pervenuta per mail alla Finanza", in cui però le toghe rosse avevano indicato che si trattava di un "evento di carattere conviviale".
Reggio Calabria, toghe rosse e scandalose: in tribunale il cartellone per il "No"
La campagna per il "No" al prossimo referendum sulla giustizia si fa anche nei tribunali. A Reggio Calabria so...Ecco allora che il disastro l'evento è stato prontamente annullato. Ma quanto accaduto non è comunque passato inosservato. "Apprendo che la cena di sottoscrizione dell'Associazione Nazionale Magistrati in favore del No non si terrà più presso un circolo della Guardia di Finanza, come era stato annunciato. È gravissimo che la magistratura e l'associazione che la rappresenta abbiano avuto l'arroganza di chiedere una struttura che fa capo a un corpo di polizia per raccogliere soldi per il No. Sarebbe stato grave anche il contrario da parte di chicchessia. Le sedi che fanno capo alle forze di polizia sono sacre e non devono essere utilizzate per scopi di parte. Probabilmente l'autorizzazione era stata ottenuta non raccontando la verità ai gestori del luogo. Credo che ora quindi l'evento si svolgerà altrove. Ma denuncio pubblicamente questo fatto", tuona il presidente dei senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri.




