A una settimana dal referendum, piove il durissimo intervento di Clementina Forleo: la magistrata pubblica un post sul "sistema" denunciato da Luca Palamara. Il messaggio è chiaro: votate Sì. Un testo, quello postato dalla presidente della terza sezione penale della Corte d'appello di Roma, destinato a far rumore. "Avete fregato a mio cugino a presidente di sezione senza neanche dirmelo? Tu come hai votato? Perché continuate a leccare C...O, anche dopo l’accordo che ha fatto con i giudici amministrativi?". Parole che finiscono per dare ulteriore concretezza al racconto del sistema correntizio reso pubblico negli anni da Palamara: un meccanismo in cui incarichi, avanzamenti e assetti interni sarebbero decisi da una ristretta cerchia di influenti.
Il caso esplode mentre si avvicina il voto del 22 e 23 marzo sul sorteggio dei membri togati del Csm, passaggio che i promotori del Sì descrivono come decisivo per spezzare logiche spartitorie e restituire trasparenza al governo autonomo delle toghe. Sullo sfondo resta la crisi di fiducia che investe la magistratura, aggravata da numeri e vicende che ne hanno indebolito la credibilità.
Dopo gli insulti arrivano le minacce per i "disertori" del fronte del "No"
Più si fantastica di toni bassi, più il fango aumenta. A prescindere da quale sarà il risultato del...Nel suo affondo, come ricorda Il Tempo, Forleo non attenua i toni: "Senza troppi fronzoli - scrive - questa riforma serve a cacciare dal Tempio della giustizia i tanti mercanti che ancora pontificano per salvare le proprie poltrone e che tanti danni fanno ai cittadini tutti", picchia durissimo.
Parole pesanti. Così come pesa il nome della Forleo, per la sua storia personale: nel 2007 denunciò pressioni dei "poteri forti" durante l'inchiesta sulla scalata Bnl. Palamara la definì l'"eretica" che aveva osato sfidare la casta. "Va rimossa", sostenevano i suoi avversari. E lui stesso la considerava un "pericolo". Poi arrivò il trasferimento da Milano a Cremona.




