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A Capodanno profilo basso: pochi soldoni, tutti nel bunker

L'esperto di tendenze Piccinelli: "Si festeggia nei Low club, va di moda il finto povero. E c'è chi ha paura di esibire i 100 euro"

Giulio Bucchi
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Per la prima volta, dopo trent'anni, le tendenze socio-ludiche non tracciano vie nuove, ma si adeguano alla crisi economica. Lo sa bene Roberto Piccinelli (con Moran Atias e Juliana Moreira, nella foto), sociologo del loisir e autore de La guida al piacere e al divertimento, giunta alla XV edizione. Abbandonati i locali-vetrina, ideali per guardare ed essere visti e tipici della luxury-age, si lascia spazio giocoforza spazio ai “Low Club”, innovativa tipologia dove poter fingere di tenere un basso profilo. "Il cliente più ambito diventa il finto povero (quello che, pur avendola, ha paura a pagare con la banconota da 100 euro, causa manovra Monti, ndr), che va matto per  il Patascoss di Madonna di Campiglio, il rifugio alpino che fa bere Champagne dalla grondaia - dice Piccinelli -. I ristoranti abbandonano la cura del design per parare le previsioni catastrofiste di fine 2012, sale alla ribalta la Trattoria Post-Atomica, con arredi in calcestruzzo e foratini freschi di cantiere, chiamati a dar vita a pareti divisorie, ma anche a fungere da porta bottiglie di vino: spartano, ma pronto ad ogni evenienza, perfino tellurica". Che tipo di Capodanno sarà? "I veglioni saranno meno scintillanti e più intimisti. Meno dj stranieri famosi, più fuochi di artificio (nel senso letterale, botti a tutto andare, allo scoccare della mezzanotte). Si farà festa nei locali, ma con gli staff che ci hanno fatto divertire per tutto l'anno. C'è la voglia di ritrovarsi fra amici, non in casa, ma in campo neutro, per esorcizzare il momento negativo". Dalla corsa al Famolo Strano (il Capodanno), si passa al San Silvestro stile Family Dance. di Francesca Lovatelli Caetani

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