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Vendola: "Di Pietro esasperato, è alla deriva". Porte aperte a Casini

Nichi glissa sui matrimoni gay e apre all'unione con Bersani e Udc. No a Fini, scaricato Tonino: "Fa solo propaganda". Poi la smentita su Twitter: "Mai detto niente di tutto ciò"

Giulio Bucchi
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Non sarà il giallo dell'estate, ma la prima mattina d'agosto rischia di creare un terremoto nella sinistra italiana. Tutto a causa di alcune frasi virgolettate attribuite dalle agenzie di stampa a Nichi Vendola e smentite, dopo un'oretta dallo stesso leader Sel su Twitter. Frasi non da poco, in cui Antonio Di Pietro veniva definito "alla deriva" e lontano dal progetto di Pierluigi Bersani (giudizio condiviso esplicitamente dallo stesso leader Pd) e che lasciavano presagire un'apertura all'Udc di Pieferdinando Casini. "Non l'ho mai detto, non c'è nessuna svolta, non ho mai scaricato Di Pietro", è la rettifica del segretario di Sel, imbarazzata. Difficile capirci qualcosa. Strana unione - Sì, perché poche ore prima il matrimonio con Casini sembrava cosa fatta. "Sono aperto a coalizioni con tutti quelli che vogliono modernizzare l'Italia" e che abbiano al centro "i diritti sociali e civili delle persone, come i diritti delle coppie gay", ha confidato il leader di Sinistra Ecologia e Libertà al segretario del Pd nell'incontro di questa mattina. "Diritti delle coppie gay", non matrmonio: una scelta laica ma abbastanza cerchiobottista da piacere pure a Casini, contrario da sempre ai matrimoni ma non al riconoscimento delle coppie omosessuali. Il progetto di una marmellata di centrosinistra, dunque, sembra prendere corpo. Escluso naturalmente Gianfranco Fini, cui Vendola avrebbe posto un veto quasi definitivo. "Vuole ricostruire la destra in Italia, mentre noi lavoriamo per ricostruire la sinistra. Mi pare che siano due posizioni antitetiche e inconciliabili", le parole di Vendola. Il programma dal quale ripartire, per il leader di Sel, dovrà comunque avere "al centro i temi del lavoro e del futuro da garantire ai nostri giovani" oltre che "il riconoscimento dei diritti civili e sociali: questo Paese - ha concluso Vendola - è stato per molti anni vampirizzato dal berlusconismo". Ciao ciao Tonino - E Di Pietro? "Rischia una deriva", queste le parole attribuite a Vendola, improvvisamente più a suo agio con ipotesi moderate. E pensare che poche settimane fa i due erano in conferenza stampa l'uno accanto all'altro per dire chiaro e tondo a Bersani che l'alleanza o si faceva secondo la foto di Vasto (Bersani, Vendola e Di Pietro tutti insieme appassionatamente) oppure non si faceva, e basta. "Di Pietro non sta mostrando molto interesse per questa prospettiva", avrebbe spiegato Vendola parlando del rilancio di un progetto di centrosinistra: "Il suo atteggiamento è prevalentemente da polemista e mi dispiace per il popolo dell'Idv, ma il suo propagandismo esasperato rischia di portarlo verso una deriva". "Da tempo ha scelto altre strade", ha chiosato Bersani, anticipando di fatto la fine del tanto strombazzato progetto unitario della sinistra. E su queste parole, almeno, nessuna rettifica né marcia indietro. Si andrà avanti, per quanto possibile, al centro. Perché il "Polo della Speranza" di Bersani (così l'ha definito il fantasioso Nichi) non prevede la presenza dell'ex pm. Resta comunque "fantapolitica", sottolinea Vendola, l'ipotesi di una lista unitaria tra Pd e Sel: alleati sì, amici forse, ma sempre meglio lasciarsi la possibilità del divorzio.    

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