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Energia e niente Iva sui cantieri: Passera lancia la "crescita-bis"

Domani a Palazzo Chigi Monti affronta il capitolo sviluppo. Nell'agenda del ministro anche imprese e digitalizzazione delle banche dati

Giulio Bucchi
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Energia, imprese, cantieri, giovani: sta per scattare la fase due della crescita promessa dal governo tecnico. Venerdì si riunirà il primo consiglio dei ministri post-ferie e Mario Monti tirerà le fila delle proposte dei suoi collaboratori. La parte del leone la farà Corrado Passera con il suo pacchetto sviluppo. Il viceministro Mario Ciaccia mercoledì ha annunciato l'esenzione dell'Iva sulel nuove opere infrastrutturali, proposta che è piaciuta a Confindustria e che il sottosegretario Catricalà ha apprezzato per la sua "compatibilità finanziaria ed europea". Tradotti in miliardi, gli sgravi dell'Iva sulle infrastrutture potrebbero valerne 50, che lo Stato poi incasserà a opere realizzate. L'obiettivo ambizioso per il 2020 è arrivare a un aumento del Pil del 5-6 per cento. Città e infrastrutture - Il ministro Barca aveva pomposamente annunciato: "Voglio far vedere agli italiani le gru all'opera nei cantieri". E in effetti il governo ha intenzione di accelerare. Il dossier sugli aeroporti prevede la riduzione degli scali italiani (da 60 a 40, e in una seconda fase a 33). Tutte le strutture sotto-utilizzate e anti-economiche saranno a carico degli enti locali. In rampa di lancio due nuove strutture: Viterbo (assorbirà i voli low cost di Ciampino) e Grazzanise (farà lo stesso con il napoletano Capodichino). Due miliardi è il budget per la riqualificazione delle aree urbane degradate. Tra le grandi città coinvolte, Roma con Pietralata, Milano con Bovisa Gasometri e Porto di Mare, Napoli con il porto, Firenze con la Leopolda. Asili, parcheggi, scuole, aree di svago. Energia - Con la benzina che segna un nuovo record (2 euro fuori dal circuito autostradale) è difficile pernsare alla crescita. Ma proprio per questo Passera vuole puntare forte sul comparto energia. L'obiettivo è far diventare l'Italia un hub europeo del gas e portare il petrolio "nostrano" a coprire il 20% del fabbisogno nazionale. Più attenzione alle energie alternative: le parole d'ordine sono sviluppo sostenibile delle rinnovabili, rigassificatori (con la costruzione di 4 nuovi impianti), metanodotti (dall'Algeria). Anche qui un obiettivo ambizioso: aumentare il Pil di mezzo punto e diminuire di 6 miliardi le bollette degli italiani. Aziende e internet - Nei progetti del governo nascerà il Fondo per incentivare le Start up, le aziende nascenti. Premessa obbligatoria: ridurre la burocrazia e i tempi d'attesa per permessi e simili, anche attraverso la nascita di un sportello unico per l'edilizia e l'autorizzazione unica ambientale per le pmi. Semplificazione, dunque, così come digitalizzazione dei dati. Soprattutto per il settore pubblico, con istruzione, tribunali e ospedali chiamati a riversare i loro documenti in banche dati virtuali. Per l'agenda digitale servono 300-400 milioni di euro. E poi c'è la banda larga, da estendere a tutto il paese entro il 2013. Trasporti - Esenzione dall'Iva per le opere infrastrutturali, si diceva: strade, autostrade, porti. Magari anche telecomunicazioni. A compensare il mancato incasso della tassa, ci sarebbero le entrate successive garantite allo Stato: stipendi, indotto, opera stessa. 

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