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Napolitano sgrida Di Pietro

"C'è chi non conosce la Carta"

20 Luglio 2009

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Napolitano sgrida Di Pietro
Un problema “di revisione delle regole” sulle intercettazioni c’è, ma da qui deve partire “la premessa per cercare di arrivare a regole condivise”. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha affrontato lo spinoso argomento nel corso delle cerimonia della stampa parlamentare per la chiusura estiva dei lavoratori in Parlamento.
Durante la cosiddetta consegna del ventaglio al Quirinale, il capo dello Stato ha sottolineato che il rinvio a settembre dell’esame del disegno di legge sulle intercettazione al Senato è stato “opportuno”, definendo poi come una “buona” premessa per giungere a soluzioni equilibrate il riconoscimento da parte di alcuni giornalisti che, in alcuni casi, sono stati commessi degli abusi.
"Chi mi critica non conosce la Costituzione" - L’incontro con i cronisti è stata un’occasione anche per levarsi qualche sassolino dalla scarpa nei confronti di chi lo ha duramente criticato nell’ultimo periodo, con un riferimento taciuto, ma inequivocabile al leader dell’Italia dei valori Antonio Di Pietro: “Chi mi critica non conosce la Costituzione”, ha commentato. “Ascolto le critiche, anche aggressive, e vado avanti”, ha proseguito Napolitano che ha parlato anche del pacchetto sicurezza.
Legge sulla sicurezza - “Sulla sicurezza c'è stata una promulgazione a tutti gli effetti – ha chiarito il Quirinale -, accompagnata con una lettera in cui c'erano valutazioni critiche. A chi ha criticato questa modalità consiglio di andare a rileggere il libro Lo scrittoio del presidente, scritto da Luigi Einaudi, in cui lui stesso si rivolgeva al ministro del Tesoro di quell'epoca. È stata una strada dunque imboccata molte volte in passato”.
Eppure c’è chi ha mostrato di “aver compreso poco della Costituzione”, vale a dire colore che hanno invocato “polemicamente e di continuo poteri, e persino doveri, di intervento che non ho”. “Questo rilievo – ha proseguito - non tocca i tanti, semplici cittadini o soggetti collettivi, che scrivono e si rivolgono al presidente per richiamare la sua attenzione su situazioni e problemi che meritano e da me sempre riceveranno comprensione e sostegno”.
Ultimo scambio di battute sulla tregua in vista del G8 di L’Aquila. “Sono convinto di aver fatto il mio dovere”, ha dichiarato Napolitano che ha precisato di aver voluto parlare di tregua “una sola volta” ed in occasione del G8 proprio perché si trattava di “un appuntamento internazionale”.

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Commenti all'articolo

  • gabrilella

    21 Luglio 2009 - 10:10

    Napolitano non è stato eletto da tutti ma solo da una parte di elettorato però alla fine il Presidente della Repubblica deve dimostrare di essere sopra le parti e dimenticare la sua provenienza e le sue idee politiche. All'inizio ho avuto molti dubbi però sono contenta che ultimamente faccia valere la sua carica e lo dovrebbe fare ancora di più con chi manca di rispetto a lui e quindi a tutti gli italiani. Quando non sono d'accordo con lui lo scrivo senza offendere ma criticando quando si fa valere giustamente faccio i miei elogi, come in questo caso, bravo Napolitano, come dico sempre ci vuole il coraggio di sostenere la verità sempre.

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  • ludwigterzo

    21 Luglio 2009 - 09:09

    complimenti,davvero carina.

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  • leonardopitocco

    21 Luglio 2009 - 08:08

    L'onorevole Di Pietro entra in noto ristorante e, colto da improvviso e impellente bisogno si avvicina al maitre di sala e gli chiede nel suo idioma oxfordiano dove si trova il bagno.Il maitre, avendo capito solo l'ultima parola e cioè cesso, lo guarda quasi esterrefatto e, indicando con la mano un lato del ristorante dice: In fondo a destra, c'è scritto Signori ma lei non ci faccia caso entri lo stesso.

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