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Sud, Sacconi: no a fase 2

In Sicilia nasce Pdl autonomo

25 Luglio 2009

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Sud, Sacconi: no a fase 2
La “questione meridionale" e il cosiddetto “partito del Sud” tengono banco nella maggioranza. L’avvisaglia è arrivata in occasione della votazione al maxiemendamento per il decreto anti-crisi, con il Movimento per le autonomie che aveva abbandonato l’aula della Camera come segno di protesta: il governo ha fatto troppo poco per il Meridione. Una prima reazione era giunta dal segretario della Lega Nord Umberto Bossi, che ha definito il progetto di un nuovo movimento “un pasticcio”. Adesso è il turno degli esponenti del Popolo della libertà.
Nessuna fase 2 - “Per il governo non ci sarà nessuna fase due”, ha assicurato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi riguardo agli interventi a favore del Mezzogiorno. “Abbiamo sempre tenuto conto del Sud e sappiamo bene che non ha futuro se non ritrova la buona gestione ordinaria nell'amministrazione regionale e in particolare del settore sanitario”. Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, ha reso noto che i due gruppi di Camera e Senato “stanno elaborando un documento politico-programmatico sul Mezzogiorno, che costituirà un contributo alla riflessione del presidente Berlusconi che sta predisponendo il piano per il Sud”. Toni rassicuranti, più minacciosi quelli di Maurizio Gasparri.
L'attacco a Lombardo - “Maggioranza e governo sono pronti a confermare concrete iniziative per il Sud”, ha dichiarato il capogruppo del Pdl al Senato, “cioè uso tempestivo e corretto dei fondi, regole nuove per evitare gli sperperi che ne hanno danneggiato l'immagine, apertura di decine di cantieri”. “Un ostacolo è rappresentato da quegli amministratori regionali  - ha proseguito che si sono rivelati incapaci di usare i fondi europei, confermandosi i peggiori nemici del Sud, al pari di chi non sostiene il governo in Parlamento perché troppo intento a nominare clientes”. Un riferimento nemmeno troppo velato a Raffaele Lombardo, leader dell’Mp . “Il Sud non ha bisogno di chi lo usa per polemiche pretestuose utili solo per chiedere poltrone”, ha concluso.
Un Pdl siciliano - In Sicilia, nel frattempo, qualcosa si muove: non esattamente un Partito del Sud, quanto un partito federato all’interno del Pdl nazionale, con tanto di “statuto autonomo” che permetta alla base di eleggere il coordinatore regionale. Si tratta del Pdl Sicilia, nel quale confluiranno ex forzisti ed ex aennini, sulla scia quasi di quanto domandavano un anno fa dal Veneto con la campagna “ Voglio un Pdl veneto” e che vedeva tra i promotori il governatore Giancarlo Galan.
“Vogliamo uno statuto speciale per il Pdl che consenta di creare un laboratorio politico legato alla specificità della nostra isola”, ha spiegato l'ex An Fabio Granata. L'idea del Pdl Sicilia nasce soprattutto, come ha spiegato l'altro ex An Pippo Scalia, dal fatto che “il governo non ha posto grande attenzione al Sud. Bisogna adesso fare sentire la nostra voce con una formazione politica che parta dal basso”.

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Commenti all'articolo

  • gabrilella

    27 Luglio 2009 - 10:10

    c'è tanto magna magna i soldi non bastano mai. Occorre che lo stato investa in opere pubbliche in modo che ci sia più lavoro ma soprattutto fare pulizia tra i magna magna. Come italiana non amo molto i partiti che sembra vogliano dividere l'italia più che unirla.

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  • cappuccettorosso

    27 Luglio 2009 - 10:10

    peccato però che i conti non tornino mai e i debiti li facciano pagare alla nazione......

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  • papermaggio

    27 Luglio 2009 - 10:10

    Ma che vadano a lavorare questi esseri inferiori! Il mare, la pizza ma noi non siamo fessi. Ora con Umberto ve lo mettiamo in quel posto. Unitevi alla Libia. Mollate l'occidente.

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