Cerca

Giornata sulla violenza contro le donne

La Carfagna: nel mondo 140 milioni di vittime

9 Settembre 2009

4
Giornata sulla violenza contro le donne
  “Non siamo qui per lamentare la condizione femminile. Né solamente per denunciare o piangere. Siamo qui per la lotta e per la vittoria”. Così il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna ha aperto, alla Farnesina, la Conferenza internazionale sulla violenza contro le donne.

Centoquaranta milioni di donne sono vittime nel mondo di abusi fisici, psicologici e sessuali, oggetti di tratta ed aborti selettivi, di molestie. Si tratta di milioni di donne “picchiate, terrorizzate, vendute, violentate, umiliate”. Violenze ed “orrori” che si consumano nella maggior parte di casi in famiglia: 50 mila donne ogni anno sono uccise da parenti stretti. Sono cifre impressionanti ed allarmanti quelle fornite dal ministro per le pari opportunità, Mara Carfagna. “I numeri - ha osservato il ministro - confermano l'urgenza e la necessità dell'azione. Secondo l' Organizzazione mondiale della sanità, almeno una donna su cinque nel mondo è stata vittima di abusi fisici o sessuali nel corso della sua vita. Statistiche della Banca Mondiale segnalano che, per le donne tra i 15 e 44 anni, il rischio di subire violenze domestiche o stupri è maggiore del rischio di cancro, incidenti o malaria. La violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani grave e diffusa, che tocca la vita di innumerevoli donne e che è ostacolo al raggiungimento dell'uguaglianza, allo sviluppo e alla pace di tutti i continenti”. Ciò che emerge - ha aggiunto Carfagna – “è solo la punta di un iceberg, la cima di una montagna che proietta la sua ombra sull'intera società”. La famiglia è un luogo a rischio per le violenze alle donne ma il 93% degli abusi sessuali perpetrate dai partner (il 67% del totale) non sono denunciati. Sessanta milioni sono poi le spose bambine, 8-14 anni.


L’intervento del presidente Napolitano - Anche “in paesi evoluti e ricchi come l'Italia, dotati di Costituzione e di sistemi giuridici altamente sensibili ai diritti fondamentali delle donne, continuano a verificarsi fatti raccapriccianti, in particolare, negli ultimi tempi, di violenza di gruppo contro donne di ogni etnia, giovanissime e meno giovani”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel suo discorso di apertura della conferenza internazionale contro la Violenza sulle donne, organizzata alla Farnesina nell'ambito degli incontri del G8 a Presidenza italiana. Il capo dello Stato ha sottolineato come oggi viviamo “nell'età dei diritti, intendendo la complessità di questa espressione: diritti proclamati, diritti affermati o in via di affermazione, diritti da conquistare, diritti da rendere universali”. E ha ricordato come “il riconoscimento dei diritti umani” sia “condizione di convivenza civile, libera e democratica”. “In qualsiasi contesto il pieno riconoscimento la concreta affermazione dei diritti umani - ha rilevato - costituisce una innegabile pietra di paragone della condizione effettiva delle popolazioni e delle persone del grado di avanzamento materiale e spirituale di un Paese”.

Frattini: “Al bando le mutilazioni genitali” - Le Nazioni Unite mettano al “bando totale e definitivo” le mutilazioni genitali femminili. Lo ha chiesto il ministro degli Esteri Franco Frattini nel suo intervento all'apertura della Conferenza internazionale sulla violenza contro le donne. Frattini ha annunciato che sta organizzando un incontro con “tanti paesi” contro questo tipo di violenza che si terrà a margine della prossima Assemblea generale dell'Onu, il 25 settembre. L'obiettivo è definire una “politica comune” contro questa violenza Frattini ha parlato di dar vita ad un ad una “strategia forte” contro le mutilazioni genitali femminili, un impegno che vede coinvolto anche il ministero per le Pari opportunità. Il ministro degli Esteri ha detto che nell'incontro che si terrà a New York ha “coinvolto ed invitato tanti Paesi che hanno sofferto” di questa violenza, così che poi eventuali decisioni possano essere riportate nei singoli paesi. “Vogliamo - ha sottolineato ancora - che l'Onu si occupi di questa violenza” che riguarda le donne. “Questo è il nostro impegno”, ha concluso.

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Lumenovic

    10 Settembre 2009 - 22:10

    Ormai si sente dire di tutto sulla vilenza alle donne. Alcune dicono che almeno una su tre subisce violenza (4 miliardi di donne al mondo) l'altro dice che una su dieci subice violenza, ora si dice che sono solo 140 milioni. Ma lo sanno almeno cosa vuol dire subire violenza ? cosa contano ? Secondo me le donne che subiscono violenza sono solo quelle che dicono in TV forse una decina ogni anno e magari alcune di loro lo fanno anche apposta.

    Report

    Rispondi

  • Shift

    10 Settembre 2009 - 12:12

    Il problema posto dalla Carfagna non è così semplice e facile come lo prospetta. In esso intervengono molteplici fattori culturali e della natura umana. Vero è che le donne nella maggior parte dei casi sono oggetto di violenze, ma la situazione non è da imputare del tutto alla semplice brutalità maschile o all'ignoranza, perchè vi sono molteplici fattori che intervengono. Dato che la Carfagna è un ministro italiano si deve occupare non tanto di quello che avviene nel mondo, cosa per cui ben poco si può fare nè abbiamo i mezzi economici e pratici per farlo, ma di quello che avviene in Italia. In tal caso vero è che la violenza maschile è predominante, ma non deve ignorare che ci sono forme di violenza anche femminile, che si esplicano non necessariamente con la forza fisica ma spesso in punta di diritto. E' una questione d'equilibrio, che va affrontata senza prevenzioni in un senso e nell'altro. Anche l'eccessivo snaturamento della natura umana, dei rapporti di forza intercorrenti tra uomo e donna, può dare luogo a situazioni diverse e altrettanto pericolose, se non di più. Sarebbe meglio, quindi, che la Carfagna non generalizzasse troppo, perchè le vittime possono altrettanto facilmente trasformarsi in carnefici o disturggere la società umana, come da qualche decennio sta avvenendo con l'aborto, l'eccessiva indipendenza e altro.

    Report

    Rispondi

  • giannacicala

    09 Settembre 2009 - 20:08

    E' paradossale che a difendere i diritti delle donne sia oggi la novella ministra Mara o Maria Rosaria Carfagna, beniamina del Cavaliere. Ma la diligente Mara non ha mai - negli ultimi mesi - criticato il Premier per l'utilizzo finale delle donne, come ha ben descritto Ghedini,e non qualche donna, ma decine di donne, ragazze e qualche minorenne, dell'abuso in pratica della sua posizione di potere per ottenere eventuali favori sessuali. I comportamenti privati, se veritieri, del Premier con la concezione della donna-oggetto hanno riportato indietro le donne italiane di decenni. E il ministro non ha niente da obiettare? Eppure la Chiesa qualche timido rimprovero nei confronti di Silvio contro la concezione della donna-oggetto lo aveva lanciato! Feltri poi si è vendicato. Come lo aveva fatto nei confronti dell'ex first ladie con la pubblicazione di foto oseè, in seguito alle reprimende pubbliche di certi comportamenti poco edificanti. Se Mara non ha scheletri nell'armadio può osare di più, condannando pubblicamente una certa concezione delle donne che hanno i fruitori finali, ma anche le varie Noemi ed Escort o Patrizie varie. Perchè dalla concezione della donna come oggetto alle violenze il passo è da un lato breve e dall'altro lungo millenni, come le conquiste della pari dignità.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

media