Cerca

Lodo Alfano, fumata nera

La Consulta decide domani

6 Ottobre 2009

11
Lodo Alfano, fumata nera
Fumata nera in Consulta. L'attesa sentenza della Corte Costituzionale sulla legittimità del lodo Alfano slitta infatti a domani. I giudici della Consulta torneranno a riunirsi in camera di consiglio segreta mercoledì mattina a partire dalle nove.

Politica in fibrillazione - Un altro giorno di attesa, quindi, per la politica. Perché si fa a presto a dire che quella della Corte sia soltanto un’udienza tecnica e non politica. Nei Palazzi del potere sono tutti con il fiato sospeso in attesa del verdetto che potrebbe cambiare radicalmente gli assetti politici. Per Ignazio La Russa, coordinatore del Pdl e ministro della Difesa, la bocciatura del Lodo, se mai dovesse arrivare, sarebbe una «decisione politica più che di diritto».
Il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, invece, va oltre e spiega già a Berlusconi cosa dovrebbe fare in caso di bocciatura: «L'unica via sarebbe seguire il precedente del governo Fanfani del 1987: Berlusconi dovrebbe avere il coraggio di farsi votare contro e di sfidare il Capo dello Stato a fare un nuovo governo da bocciare per così andare alle elezioni»
Poi Cossiga ha lanciato una stoccata ai consiglieri del Premier: «Questo sarebbe il consiglio tecnico che darei se richiesto; ma a Palazzo Chigi hanno l'abitudine di non chiedere consigli a nessuno eccetto che all'avvocato Ghedini».
«Con le elezioni anticipate – ha concluso – si vedrebbe secondo la democrazia dei numeri chi ha il consenso democratico del popolo che non si esprime con teoremi o sondaggi ma con il voto».

Schifani: "I governi li scelgono gli italiani" - Un altolà secco all’ipotesi di un governo tecnico o diverso da quello attuale è arrivato dal presidente del Senato: «I governi li scelgono gli italiani», ha chiarito Schifani, «e gli italiani vogliono scegliere il loro governo. Ecco perché non vedo, al di là degli esiti della Corte costituzionale, sbocchi a governi diversi da quella che è stata la volontà elettorale».

L'udienza - È terminata poco prima delle 13 l’udienza della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano, la legge che sospende i processi nei confronti delle più alte cariche dello Stato. I giudici stanno discutendo le altre cause in calendario per oggi. La Corte si riunirà in camera di consiglio nel pomeriggio per la decisione finale. Di fronte ad una gran folla di giornalisti italiani e stranieri, tanto che per ospitarli tutti è stato allestito un collegamento televisivo con circuito interno nella Sala avvocati attigua a quella dove si svolgono le udienze, è iniziata la seduta di stamani. La Consulta non ha ammesso l'intervento della Procura di Milano nel giudizio riguardante la legittimità del Lodo. La decisione è stata comunicata dal presidente della Corte, Francesco Amirante, alla ripresa dell'udienza successiva alla sospensione che ha consentito ai giudici costituzionali di ritirarsi in camera di consiglio per decidere in proposito. Il professor Alessandro Pace, che aveva presentato memorie alla Consulta per sostenere l'illegittimità del Lodo a nome della Procura di Milano, non potrà dunque intervenire nell'udienza pubblica.

Ghedini: «L’applicazione della legge non è uguale per tutti» - «La legge è uguale per tutti ma non sempre lo è la sua applicazione». Questo uno dei passaggi più importanti nei quali l'avvocato del premier Silvio Berlusconi ha difeso, davanti ai giudici della Consulta, la costituzionalità del lodo Alfano. L’arringa di Ghedini è durata circa 15 minuti. L'avvocato del presidente del Consiglio, che è anche parlamentare, ha sottolineato che con il Lodo è stato realizzato, con una legge ordinaria, un edificio costituzionalmente resistente».

Pecorella: «Non sarà una sentenza politica» -  Ha smorzato le tensioni “politiche” invece l’altro avvocato del premier, Gaetano Pecorella. «Quello della Consulta non sarà un giudizio politico ma un giudizio basato sull'esame delle norme costituzionali», ha spiegato il legale rispondendo alle domande dei cronisti uscendo dal Palazzo della Consulta. Pecorella non ha escluso che, in caso di parziale bocciatura del Lodo, «ci possa essere comunque spazio per intervenire, nuovamente, con modifiche sulla legge: bisognerà aspettare le motivazioni. Ma ho fiducia in questa Corte».

Bonaiuti: «Lodo legittimo» - Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti difende la legge rifacendosi alle considerazioni espresse dall'Avvocatura generale. «Si tratta di una misura legittima ma anche dovuta - spiega - per consentire alle cariche istituzionali di esercitare il proprio mandato al meglio e nell'interesse del paese».



Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • andy_mer

    09 Ottobre 2009 - 13:01

    In risposta a Click e Agosman: scusatemi amici ma non riesco proprio a comprendervi nel senso che non riesco a comprendere per quale motivo le sorti del governo debbano dipendere dal Lodo Alfano. Stabilito (ora incofutabilmente) quello che si sapeva anche prima e cioè che il Lodo salva-quattro in realtà è un Lodo salva-Cav (nonostante le tecno-palle raccontateci da eminenti avvocati e studiosi del diritto che non si trattava di una leggina ad-personam bensì una sacrosanta necessità istituzionale) vorrei capire dove starebbe ora il problema. Qualcuno ha forse intenzione di raccontare un'altra tecno-palla ossia quella delle elezioni? O peggio vogliamo far credere che la sovrana volontà del popolo italiano dipende adesso dagli esiti del Lodo Mondadori (cioè dagli umori della Magistratura)? Siamo dunque diventati una Repubblica forndata sui Lodi? Per quale motivo invece nel caso il Cav. si dimettesse (come di norma avviene nei paesi civili quando si è indagati per evitare che una carica istituzionale possa essere condannata ma soprattutto anche per rispetto agli elettori) non si potrebbe avere un altro governo di destra e invece si dovrebbe votare? Un governo di destra sarebbe l'evoluzione NATURALE delle cose: un premier inquisito si dimette per difendere la propria onorabilità dalle eventuali malefatte, il governo cade e Napolitano affida a Fini, Tremonti o Letta il compito di fare un nuovo esecutivo e festa finita. Non era forse successo così quando era caduto il governo Prodi e Saclfaro aveva incaricato D'Alema a formare il nuovo governo ? Rammento che la Destra in Italia ha vissuto per decenni senza il Cav. ed in tempi politicamente ben peggiori e potrebbe continuare egragiamente a farlo. Oppure vogliamo forse raccontare agli elettori che viviamo solo di luce riflessa e temiamo un'opposizione Brancaleone composta da patetici personaggi del tipo di Franceschini, Veltroni, Rutelli e compagnia cantando? E' possibile che il Cav. non si renda conto che se si dimettesse e venisse poi giudicato innocente sarebbe un terrificante boomerang per la sinistra mentre invece in caso contrario esporrebbe l'alleanza di centro-destra ad un ingiusto sputtanamento internazionale? A quando il Lodo di Immortalità per il Cav. ?

    Report

    Rispondi

  • mariser

    07 Ottobre 2009 - 16:04

    Condivido pienamente le sue considerazioni Agosman. Come già ho scritto in un altro blog che trattava lo stesso argomento, il problema nasce dal fatto che si vuole far passare l'idea che lo scontro sia politico mentre invece è sotto gli occhi di tutti che si sta sferrando un attacco senza precedenti non contro il politico Berlusconi ma contro l'imprenditore e l'uomo, nella speranza che prima o poi ceda il politico. D'altronde, la presenza dell'avvocato Pace, legale di De Benedetti, alla Consulta non fa che avvalorare la mia tesi. Come pure risulta difficile attribuire a semplice casualità, per la tempistica, a tre giorni dal pronunciamento della Consulta sul Lodo Alfano, la pubblicazione della sentenza Lodo Mondadori, dove, in una causa civile nelle sue motivazioni con quel "non poteva non sapere" si stravolge il giudizio penale già espresso a suo tempo in favore di Berlusconi. Se poi consideriamo che nello stesso sabato si è svolta una manifestazione per la libertà di stampa, semplicemente pretestuosa perché in Italia libertà ce n'è persino troppa, è la qualità che spesso manca, il cerchio si chiude. Per concludere, ho gli stessi suoi timori Agosman, temo che se Berlusconi dovesse mollare o essere costretto a farlo per giochi di potere, a perderci non sarebbe lui ma tutti noi.

    Report

    Rispondi

  • Shift

    07 Ottobre 2009 - 13:01

    Avevo fatto la stessa analisi su un altro argomento, subito cancellato dalla redazione, lei l'ha espressa perfettamente!

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

media