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Silvio: "Non sono ricattabile"

Chiede rinvio udienza Mediaset

3 Novembre 2009

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Silvio: "Non sono ricattabile"
Nessuno dispone di "armi di ricatto nei miei confronti." Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, risponde nel libro di Bruno Vespa 'Donne di cuori' (in uscita venerdì) a una delle domande che gli sono state poste più frequentemente negli ultimi mesi. "La risposta - dice il premier - vale per oggi come per il passato, in quanto io non mi sono mai lasciato ricattare da nessuno, né mi sono mai comportato in modo per cui un simile evento si potesse verificare. Quando nei miei confronti sono state avanzate richieste che secondo il giudizio mio e dei miei legali si configuravano come ricattatorie, mi sono immediatamente rivolto all'autorità giudiziaria".

Mediaset, chiesto rinvio udienza -  Il Presidente del Consiglioi, tramite i suoi legali, ha chiesto ai giudici del tribunale di Milano di rinviare l’udienza del 16 novembre del processo sui diritti tv di Mediaset dove il premier è imputato di frode fiscale. Nell'istanza depositata lunedì in cancelleria gli avvocati difensori spiegano che il presidente del Consiglio è impegnato nel vertice mondiale sulla sicurezza alimentare che si svolgerà a Roma lo stesso 16 novembre alla presenza di capi di Stato e di governo.

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Commenti all'articolo

  • rufus_1956

    10 Novembre 2009 - 18:06

    E che problema c'è,Silvio e pigliati il jet che in una mezz'oretta sei a Milano, parli con il giudice, tanto non ti fanno un c...o come al solito, e te ne torni a Roma.La cosa strana e che minchia c'è ne sempre una,e uno non può mica vivere così, stressato,povero,come fà a pensare ai problemi degli italiani,se c'ha i suoi da risolvere.Abbiate un pò di cuore per sto pover'uomo...

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  • MarcelloPaci

    04 Novembre 2009 - 19:07

    A mio avviso le sue capacità politiche più grandi le ha dimostrato MUTANDO IL SISTEMA POLITICO ITALIANO: a) consentendo l'alternanza, regola sostanziale di ogni sistema democratico; b) creando prima il bipolarismo politico, poi il bipartitismo; c) quindi adeguando la nostra democrazia a quella delle democrazie occidentali più avanzate; d) ha, altresì, raggiunto il risultato di Governi più stabile in grado di poter attuare i programmi che lo schieramento o il partito vincente ha proposto agli elettori; e) ha avviato quel giusto processo di laicità della politica che non consiste solo nel non essere confessionali ma anche nel non essere ideologici. Questi sono i meriti che giustamente gran parte degli italiani gli riconoscono e che, sicuramente gli riconosceranno anche alle prossime elezioni regionali. Ricatti, pressioni, denigrazioni, insulti, fanno parte di quel repertorio che non merita nemmeno di essere considerato. Tutta invidia dei perdenti.

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  • mariap

    04 Novembre 2009 - 11:11

    Ci mancava solo che si facesse volontariamente coinvolgere nello scandalo Marrazzo per esaurire le mie ultime scorte di fiducia in Berlusconi. Devo riconoscere, da elettore di centrodestra, che il soggetto è veramente pieno di risorse negative per sé e per il suo elettorato. Evidentemente non gli bastava di essersi offerto inopinatamente quale agnello sacrificale sull'altare delle speculazioni scandalistiche della sinistra a causa dell'affare Noemi e del corteggio di escort e ninfette di cui si era ridicolmente circondato. La quale sinistra aveva immediatamente aperto una lunga offensiva mediatica tesa a imbrattarne l'immagine e a condurlo a ridosso della pronuncia sul Lodo Alfano con la reputazione rovinata e quindi alla mercé dei suoi stratagemmi politico-giudiziari (dopo tale pronuncia infatti detta campagna scandalistica si è miracolosamente affievolita e spenta). Ma, come si dice, chi è causa del suo mal pianga se stesso. Purtroppo questo è solo uno aspetto dei danni che l'incauto premier ha provocato. Ci sono quelli al partito e all'Italia. La rovina della sua reputazione ha infatti comportato anche la perdita della sua autorità dentro il PDL. E all'interno di questo sono cominciate le fronde, le lotte intestine, le grandi manovre per la successione. Lui ha cercato di difendersi, sempre alla sua maniera maldestra, autoproclamandosi il miglior capo di governo degli ultimi 150 anni, senza alcun ritegno e senza alcun senso del ridicolo. Ma tant'è. La gente continuerà a votarlo, non per i suoi meriti, ma per i demeriti di una sinistra narcisistica e arruffona che, invece di autoriformarsi, si serve dello spauracchio Berlusconi per nascondere i suoi storici e colossali difetti. Berlusconi, nonostante tutto, rappresenta ancora il male minore. Ma io mi chiedo: un partito moralmente decapitato come il PDL sarà mai in grado di fare le grandi riforme di cui il Paese ha strenuo bisogno? Povera Italia!

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