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Sul web impazzano gli anti-Cav

Maroni: valuto oscuramento

15 Dicembre 2009

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Sul web impazzano gli anti-Cav
Sono più di 50mila e stanno impazzando sul web. Si tratta dei sostenitori di Massimo Tartaglia, il 42enne che domenica pomeriggio ha aggredito il premier Silvio Berlusconi colpendolo con una statuetta del Duomo di Milano. Dopo appena mezz’ora dall'aggressione, mentre in piazza la folla urlava 'Datelo a noi quel criminale’, sul web Massimo Tartaglia diventava un vero 'eroe’. In un attimo su Facebook sono stati creati gruppi di sostegno al grafico picchiatore. Decine di fan club, che sono stati affiancati in meno che non si dica da un gioco su internet, in cui una pioggia di monumenti (dal Duomo alla Torre di Pisa) colpisce al volto il Cavaliere.

Valutare oscuramento- E intanto il ministro dell'Interno sta «valutando soluzioni idonee da presentare al prossimo Consiglio dei ministri» per consentire «l'oscuramento dei siti che diffondono messaggi di vera e propria istigazione a delinquere», nel rispetto di chi usa i social network con finalità 'pacifiche'. Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, nel corso di una informativa alla Camera sull'aggressione al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Il Governo sta altresì facendo «approfondimenti tecnici per una legislazione per contrastare in modo più efficace episodi di violenza nelle manifestazioni pubbliche» nel rispetto delle norme vigenti e sulla «falsariga» di quelle adottate per prevenire la violenza negli stadi. 

Errore censurare-  Durante la discussione alla Camera Pier Ferdinando Casini si è opposto all'ipotesi di oscurare i siti internet "violenti": «Sarebbe sbagliatissimo e ancora più sbagliata sarebbe la censura sui giornali. Dobbiamo tenere alta la guardia: internet è un terreno pericolosissimo, ma io richiamo tutti alla prudenza». E ancora: «Dobbiamo andare fino in fondo, ma guardiamo agli Stati Uniti dove Obama riceve intimidazioni inaccettabili su internet, ma a nessuno è venuto in mente di censurare la Rete. Guai a rispondere con provvedimenti illiberali a sfide che richiedono la tolleranza zero».

E intanto la Procura di Roma ha aperto  due fascicoli d'indagine su due gruppi di Facebook apertamente schierati pro-Tartaglia. L'accusa, "istigazione a delinquere". Ad attirare l'attenzione degli inquirenti sono stati i titoli scelti per i due forum, "10-100-1000 Massimo Tartaglia" e"Berlusconi a morte". Le indagini sono affidate al Procuratore capo, Giovanni Ferrara, all'aggiunto, Nello Rossi e al pm, Andrea De Gasperis, che hanno incaricato la Polizia Postale di effettuare gli accertamenti necessari a individuare le persone che hanno aperto i due gruppi di discussione. I magistrati hanno inoltre chiesto all'azienda di social network con sede a Palo Alto di oscurare i due forum, riservandosi di inoltrare eventuali ulteriori richieste tramite rogatoria internazionali.

Anche Rifondazione intende sporgere denuncia. "Rifondazione Comunista presenterà domattina formale denuncia alla Polizia Postale e al Garante della privacy per l'incredibile azione da 'Grande Fratellò messa in atto dai sostenitori di Silvio Berlusconi su Facebook". Lo ha detto Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se. "Milioni di persone - spiega in una nota - si sono infatti ritrovate iscritte ad un gruppo di sostegno a Berlusconi ('Solidarietà a Silvio Berlusconì) senza averlo mai deciso nè voluto, in palese violazione delle più elementari regole della privacy e con il rischio che questo atto diventi un'acquisizione di dati personali del tutto arbitrariae illegittima. Il ministro Maroni, invece di straparlare minacciando di censurare i gruppi di liberi cittadini presenti su Facebook, dovrebbe immediatamente perseguire questi presunti 'sostenitorì del suo governo e di Berlusconi che violano le più elementari regole della libertà".

Il popolo del web, dicevamo, scende in piazza. In una piazza virtuale, per manifestare ancora una volta contro il presidente del Consiglio. “Massimo Tartaglia personaggio dell'anno”, “Io sto dalla parte di Tartaglia”, “Siamo tutti Tartaglia”, “Santo Subito” e “Onore a Massimo Tartaglia un eroe italiano anti Berlusconi” sono solo alcuni dei gruppi apparsi nelle ultime ore sul popolare social network. I gruppi hanno tutti la foto del premier con il volto insanguinato e post di elogio al gesto dello squilibrato. Come quella che ritrae il premier con lividi intorno all'occhio sinistro e alla bocca e la scritta sotto che recita: “I had a dream... Grazie Massimo Tartaglia”.

E poi ancora: “Pugno a Berlusconi in piazza Duomo!”, “X chi stima quel manifestante che ha tirato un pugno in faccia a Berlusconi”, passando per “Hanno tirato un pugno a Berlusconi...ma quanto ci godo!!!”. Le migliaia di appartenenti alla nuova community anti-berlusconiana (il numero cresce di minuto in minuto) si dilettano a scrivere commenti,creare pagine spontanee, aderire ai fan club, postare foto ritoccate, descrivere Tartaglia, “uomo che ha tirato un pugno in faccia a Berlusconi. È solo il primo. Ce ne saranno molti altri», riferendosi al quarantaduenne che ha scagliato un modellino del Duomo in faccia al Cavaliere”.

Ma non sono solo i detrattori del capo del Governo a scendere nella pubblica (e virtuale) piazza. E così ecco anche i gruppi di quanti criticano e prendono le distanze dal folle gesto, come “Massimo Tartaglia vergogna!”, “Tartaglia, (ovvero colui che ha spaccato la faccia a Berlusca)”, “Vergogna a Massimo Tartaglia assalitore di Berlusconi...”, “Uccidiamo Massimo Tartaglia” e “Interniamo Massimo Tartaglia”,  "In carcere Tartaglia", "Ergastolo per Tartaglia". Il più numeroso è "Sosteniamo Silvio Berlusconi contro i fan di Massimo Tartaglia": in poche ore ha  raccolto 390 mila iscritti. I fan diventano quasi 500mila se si aggiungono i sostenitori di un secondo gruppo con lo stesso nome, con la foto del premier e realizzato composto da organizzazioni, che sono oltre 127mila.

Ma in questo caso, si legge su numerosi post, si tratta di un falso: un gruppo già esistente, cioè, e al quale è stato cambiato nome (ci sono foto e riferimenti relativi a date precedenti). "Questo gruppo è un imbroglio - afferma una delle "iscritte" in bacheca. - Ieri si occupava di tutt'altro, ha cambiato nome per imbrogliare sul numero degli iscritti, guardate i vecchi post». Un altro denuncia: «Il gruppo era: "Aboliamo il Superenalotto e diamo i soldi ai terremotati dell'Abruzzo". Vergogna». Altri navigatori sostengono invece che si trattasse di un gruppo di aste online. In ogni caso, migliaia di persone si sono trovate iscritte al gruppo senza saperlo. Non certo un modo per placare gli animi, sul web. Scatenati gli utenti anche su 'Twitter', dove proliferano commenti sull'accaduto pro e contro, soprattutto da parte di internauti stranieri: se una ragazza in spagnolo ironizza dicendo che hanno fatto “una faccia nuova” a Berlusconi, un altro microblogger in inglese si chiede: “Cosa ha fatto il povero Berlusconi per meritarsi tutto questo?”. 

Intanto il numero dei sostenitori di Tartaglia cresce di minuto in minuto, tanto che il ministro per le Politiche europee, Andrea Ronchi, ha chiesto al Viminale di "oscurare i siti in cui si inneggia alla vigliacca aggressione subita dal presidente del Consiglio". E Gabriella Carlucci, parlamentare del Pdl, rilancia: "Internet e i social network stanno diventando, ogni giorno di più, canali e strumenti di diffusione di odio e veleno. È giunto il momento di eliminare definitivamente l'anonimato in rete". In risposta, il ministro della Giustizia Angelino Alfano annuncia che sono in arrivo norme per sanzionare chi istiga ai reati anche on line. “Esiste nel nostro codice penale il reato di istigazione a delinquere così come esiste l'apologia di reato - ha detto Alfano - io non penso che ciò che avviene su internet possa essere discriminato o cancellato dal catalogo dei reati. Penso che se l'apologia di reato o l'istigazione a delinquere avviene attraverso internet va punito e sanzionato». «Proprio mentre venivo a Salerno ho avuto una lunghissima telefonata con il ministro Maroni - ha concluso - insieme stiamo studiando delle norme da proporre se è possibile già al prossimo Consiglio dei ministri per sanzionare il comportamento di chi istiga ai reati”.

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Commenti all'articolo

  • burghiba

    17 Dicembre 2009 - 09:09

    Ma Maroni non è lo stesso che fa parte di un movimento che annovera tra le proprie fila esponenti come calderoli salvini borghezio che istigano all'odio e alla violenza razziale contro immigrati omosessuali meridionali?embè sto tipo qui dovrebbe fare decreti per limitare la libertà d'espressione su internet?

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  • LuigiFassone

    17 Dicembre 2009 - 09:09

    Come ce ne fosse stato bisogno,molte reazioni a seguito dell'attentato a Berlusconi (subito derubricato in "incidente,incerto del mestiere" dal tuttologo" con patente di giornalista Marco Travaglio) ,dalle infelici espressioni di Di Pietro,della sua sostenitrice Alfano e,per continuare ma non finire,della Rosy Bindi, fino a quanto pubblicato su Facebook,hanno dimostrato quanto una larga parte di italiani odi il Premier. Una parte di essi lo odia perchè ,nonostante le bufere di ogni ordine e grado,resta forte protagonista sulla scena politica da oltre quindici anni. Ma io in giro vedo e sento che l'odio più schietto proviene da un antico vizio italico : l'invidia. Sì,perchè lui "ha i miliardi"...Questo non si legge,si "sente", purtroppo,nei commenti ai bar e con le "massaie"... Darebbero la vita,per vederlo mendicare in Galleria,a Milano,e dormire sotto i ponti.

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  • gmarcosig335

    16 Dicembre 2009 - 08:08

    La mamma degli imbecilli è sempre incinta. Questi personaggi che insultano e minacciano sono figli della stessa madre, che è sempre incinta.

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