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Sacrestano in chiesa

con la svastica al braccio
di Silvia Tironisabato 25 aprile 2009
Sacrestano in chiesa

1' di lettura

Il sacrestano di Vigevano è di estrema destra, e di questo ne va orgoglioso. Tanto da girare per la città ( e nella chiesa di San Francesco, a due passidalla Piazza Ducale) con una svastica sul braccio. Apriti cielo. Tra i fedeli è scoppiato un putife­rio. «È una cosa vergognosa», è il coro unanime deiparroc­chiani. Eppure Angelo Idi, 51 anni, sacrista da cinque, proprio non capisce il motivo di tantoscompiglio: «È stata una mia li­bera espressione - replica con faresorpreso -. Sia­mo ancora in un Paese libero, o no?». Lasua libertà il sacresta­no l'ha voluta esprimere così, indossando albraccio sinistro la fascia rossa con il simbolo nazista. Ora rischia una denuncia. E c'è chi ne ha già chiesto la rimozione dall'incarico. Quella svastica al suo braccio è apparsa martedì scorso, proprio nella giornata di commemorazione delle vitti­me della Shoah. Una fortuita coincidenza, dice lui: «Veramente non lo sapevo - si giustifica -, ma non mi pare comunque che in questi anni gli israeliani abbiano avutola mano leggera con i palestinesi». Idi non haproblemi a parlare delle sue idee politi­che. «Sì, io sono di estremade­stra - ammette - e sono fiero di esserlo. Mi sento il portavo­cedelle Brigate Nere, dei giova­ni combattenti della Repubbli­ca di Salòche non hanno sven­duto il loro onore e la patria, co­me invece hannofatto coloro che, definendosi combattenti, hanno fomentato una guerrafratricida».