Il sacrestano di Vigevano è di estrema destra, e di questo ne va orgoglioso. Tanto da girare per la città ( e nella chiesa di San Francesco, a due passidalla Piazza Ducale) con una svastica sul braccio. Apriti cielo. Tra i fedeli è scoppiato un putiferio. «È una cosa vergognosa», è il coro unanime deiparrocchiani. Eppure Angelo Idi, 51 anni, sacrista da cinque, proprio non capisce il motivo di tantoscompiglio: «È stata una mia libera espressione - replica con faresorpreso -. Siamo ancora in un Paese libero, o no?». Lasua libertà il sacrestano l'ha voluta esprimere così, indossando albraccio sinistro la fascia rossa con il simbolo nazista. Ora rischia una denuncia. E c'è chi ne ha già chiesto la rimozione dall'incarico. Quella svastica al suo braccio è apparsa martedì scorso, proprio nella giornata di commemorazione delle vittime della Shoah. Una fortuita coincidenza, dice lui: «Veramente non lo sapevo - si giustifica -, ma non mi pare comunque che in questi anni gli israeliani abbiano avutola mano leggera con i palestinesi». Idi non haproblemi a parlare delle sue idee politiche. «Sì, io sono di estremadestra - ammette - e sono fiero di esserlo. Mi sento il portavocedelle Brigate Nere, dei giovani combattenti della Repubblica di Salòche non hanno svenduto il loro onore e la patria, come invece hannofatto coloro che, definendosi combattenti, hanno fomentato una guerrafratricida».




