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Imu "leggera" alla Chiesa, il governo smentisce: "Nessun arretramento"

Domenica l'ipotesi di "grazia" per gli enti religiosi, oggi la nota di Palazzo Chigi: "Confermiamo la linea di assoluto rigore"

Giulio Bucchi
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Più che il governo dei professori, quello di Monti sta diventando il governo delle rettifiche, delle smentite, dei passi indietro, delle improvvide dichiarazioni. Dalla patrimoniale agli esodati, le ultime ore hanno registrato diversi campi di registro da parte dell'esecutivo, che ora è costretto a tamponare un'indiscrezione rimbalzata nella giornata di domenica riguardo all'alleggerimento dell'Imu per gli enti religiosi. Ipotesi non facile da far digerire ai contribuenti "laici", che rischiano di subire l'ennesima stangata sulla casa, una "super Imu" da far venire i brividi. "Nessun blitz, nessun arretramento, ma conferma della linea di assoluto rigore e trasparenza più volte sostenuta dal governo", spiega una nota ufficiale di Palazzo Chigi dicendo no, dunque, al trattamento di favore per la Chiesa. "La norma in questione, come può facilmente essere riscontrato, è contenuta nel comma 6 dell'articolo 9 del decreto sugli enti locali, su cui domani (martedì, ndr) la Camera darà il voto finale, dopo aver votato la fiducia lo scorso 8 novembre", spiega la nota delal Presidenza del Consiglio. La disposizione, secondo il governo è "in linea con gli orientamenti più volte espressi dal governo e con le richieste dell'Unione europea, non è stata modificata in alcuna parte dall'esecutivo durante l'esame alla Camera. Il testo approvato coincide esattamente con quello già deliberato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 4 ottobre". "Tale intervento - prosegue Palazzo Chigi - si era reso necessario a seguito del primo parere del Consiglio di Stato, che individuava un possibile profilo di debolezza nell'assenza di una delega espressa per il regolamento governativo, che risponde in dettaglio e puntualmente ai criteri comunitari. Il governo ha quindi operato affinché la norma sull'Imu per gli enti non commerciali non fosse resa, in alcun modo, meno stringente a seguito di ulteriori iniziative parlamentari. Di fronte a tali proposte emendative, il governo ha chiesto il rinvio del testo in Commissione. A seguito di tale rinvio, gli emendamenti parlamentari sono stati, a loro volta, espunti ed è stato ripristinato, proprio su iniziativa del governo, il testo originario".

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