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Province, abolite con un ddl costituzionale in 3 punti

Sebastiano Solano
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Stavolta sembra la volta buona: le provincie verranno abolite. Il primo passo oggi, venerdì 5 luglio, con un disegno di legge costituzionale in tre punti deliberato dal consiglio dei ministri e presentato in conferenza stampa dal premier Enrico Letta.  Via le provincie dalla Costituzione - Il primo punto modifica l'art.114 della Costituzione. Questo il nuovo dettato: "La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Regioni e dallo Stato". Eliminate, quindi, le province. L'articolo 2 fa piazza pultia della parola "provincie" dalla Carta: la parola province esiterà solo sul dizionario, sui libri di storia e forse nell'immaginario collettivo. Vengono poi elenczate le tappe successive, che dovrebbero portare all'eliminazione, stavolta definitiva, delle province. In tutto, i commi modificati sono 13. Vengono poi elencate le tappe che porteranno all'abolizione, stavolta definitiva, delle province.  Eventuali Enti intermedi a costo zero - Per evitare che escano dalla porta e rientrino dalla finestra, viene quindi precisato sin da ora che eventuali enti intermedi in sostituzione delle province saranno a costo zero: "Con le legge regionale nei limiti dei criteri generali definiti con legge dello Stato, sentita la popolazione regionale, possono essere istituiti e disciplinati, senza oneri per lo Stato, enti locali per l'esercizio di funzioni di governo dell'area vasta e di coordinamento dei comuni".  Salvaguardare i lavoratori - Altra importante postilla: se le regioni non provvederanno entro sei mesi dall'entrata in vigore del ddl  a disciplinare gli eventuali enti locali, le province saranno comunque considerate soppresse, mentre le loro funzioni verranno ripartite tra regioni e comuni. Letta ha infine voluto rassicurare i lavoratori delle province, chiarendo l'impegno a salvaguardare il loro lavoro.

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