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Scuola, il ministro Carrozza: "Basta studenti che arrivano a 25 anni senza aver mai lavorato"

L'affondo dal Forum Ambrosetti: "Abbiamo una classe dirigente omologata, stessi studi e stessi vestiti. Serve capacitò di innovare"

Giulio Bucchi
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Dopo i bamboccioni e i fannulloni, arriva l'attacco ai lavativi. Quegli studenti, cioè, che fino alla laurea non hanno mai conosciuto l'ebrezza di un impiego. "Non voglio più che gli studenti italiani arrivino a 25 anni senza aver mai lavorato un solo giorno nella loro vita", è l'attacco frontale del ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza. Intervenuta al Forum Ambrosetti a Cernobbio, il ministro (del Pd) ha avvertito il suo settore di riferimento: "La scuola e l'università devono meritarsi l'investimento. La politica buona non farà mancare certamente il suo apporto". Sul futuro "occorre una politica integrata sull'istruzione. Non ci sono più piani strategici, non abbiamo una strategia, non abbiamo la capacità di vedere il sacrificio attuale come una crescita futura. Come ministro dell'Istruzione mi rifiuto di dare per persa l'Italia e di dare per perse grandi parti del territorio italiano". La sfida è dunque quella di "creare la futura classe dirigente, cittadini capaci di produrre per se stessi e per la società, e di esercitare i propri diritti. Penso che in questo momento la classe dirigente italiana sia molto omologata. Quasi tutti la stessa età, gli stessi vestiti, lo stesso linguaggio, tutti di madrelingua italiana, che hanno studiato negli stessi posti. Non c'è la capacità di innovare nella nostra classe dirigente. Ci sono poche donne, pochissimi stranieri". E pochi, è l'affondo della Carrozza, arrivano nel mondo del lavoro a un'età adeguata. 

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