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Grillina blocca il Senato due giorni:voleva la pillola abortiva dalla Casta

I medici dell'ambulatorio sono obiettori: rifiutano di prescrivere il farmaco abortivo alla pentastellata. Lei denuncia e blocca i lavori per 2 giorni

Nicoletta Orlandi Posti
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«Signor Presidente, desidero porre all'attenzione dell'Assemblea due episodi apparentemente lontani tra di loro, ma che hanno un punto in comune: la violenza sulle donne». Inizia così, l'11 settembre, l'intervento in aula del senatore del M5S Maurizio Romani. Il tema è delicatissimo e il parlamentare grillino lo affronta partendo da un episodio di cronaca nera che ha scosso l'Italia, l'omicidio  a coltellate della psichiatra barese da parte di un suo paziente: «Si tratta dell'ennesima violenza contro una donna da parte di un attentatore con una coscienza alterata». Secondo Romani non bisogna cadere nella banalizzazione perché «in psichiatria la violenza è molto rara, se confrontata con gli atti violenti della cosiddetta gente normale», quindi le cause della tragedia vanno ricercate altrove e precisamente «nella responsabilità politica e morale di chi ha permesso che sistemi di cura così delicati fossero sempre più indeboliti da restrizioni di mezzi, di organico e finanziarie». A fianco al terribile omicidio compiuto a Bari, il senatore grillino affianca «un secondo esempio di violenza sulla donna». A differenza del primo, si tratta di un crimine ancora sconosciuto all'opinione pubblica, «mi riferisco alla notizia che una nostra collega deputata non ha potuto usufruire di un servizio dovuto per legge - continua Romani - quale la prescrizione della cosiddetta pillola del giorno dopo, presso l'ambulatorio di Montecitorio». Il  delitto denunciato dal senatore grillino sarebbe  l'obiezione di coscienza di «due medici che lavorano alla Camera dei deputati». Romani, che è anch'egli  medico, va all'attacco dei colleghi che fanno obiezione di coscienza: «non se ne può abusare, soprattutto se lo si fa per motivi di carriera interna, più che per convinzione religiosa o ideologica. La legge  194 è sempre più osteggiata, a tutto danno dei diritti delle donne». La mancata prescrizione della pillola del giorno dopo alla deputata grillina non si esaurisce con il j'accuse di Romani, ma continua anche il giorno successivo con l'intervento di Lucio Barani (Gal): «Romani è un medico e non so perché non sia intervenuto. Io sono un medico non obiettore di coscienza e mi metto a disposizione delle colleghe sia del Senato che della Camera», poi Barani  propone portare l'educazione sessuale  in Parlamento, «è ovvio che la parlamentare va anche istruita sul fatto che esistono metodi che fanno in modo di non richiedere l'utilizzo della pillola del giorno dopo».  Una discussione surreale. Per due giorni a Montecitorio ha tenuto banco l'anticoncezionale di una deputata, nella convinzione di parlare di «violenza sulle donne». La quarantina di coltellate inferte nel corpo della psichiatra barese sono state paragonate all'obiezione di coscienza di due medici. Nessuno ha indicato a Romani l'abisso che separa i due fatti. Ma Barani ha quantomeno mostrato un'altra contraddizione: «Visto che non si può essere anticasta a senso alternato, credo che anche i colleghi deputati potrebbero rivolgersi alle Asl e fare la fila, come tutti i cittadini, lasciando il servizio di Camera e Senato solo per le emergenze». di Luciano Capone

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