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Dal ponte alle strade franate

Genova, nuovo disastro: danni per decine di milioni di euro

15 Agosto 2018

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Genova, nuovo disastro: danni per decine di milioni di euro

Liguria troppo fragile che ha bisogno di cure continue: crollano i ponti, franano le strade e per il maltempo deragliano i treni che rischiano di finire in mare come era successo nel 2014 a Capo Rollo di Andora con linea interrotta per quaranta giorni. Sistema stradale e ferroviario al collasso. Situazione difficile che isola una regione stretta tra mare e montagne senza «vie di fuga». Conseguenze pesanti per turismo, traffici marittimi ed economia più in generale. Il ponte Morandi con 25,5 milioni di transiti l' anno è il tratto più percorso di tutta la Liguria. È un nodo importante anche per la navigazione. Basti pensa che l' 80% dei passeggeri nel porto di Genova, che è gestito dalla società Stazioni Marittime, si parla di 3 milioni di persone, passano da quel ponte. Lo scorso anno il passaggio dei mezzi rotabili nel segmento dei traghetti ha segnato un incremento dello 0,3% nel settore dei veicoli commerciali, con un totale di 1,8 milioni di metri lineari di carichi rotabili imbarcati e sbarcati passati sempre dal porto di Genova e quindi dal ponte Morandi che ha subito un quadruplicamento del traffico negli ultimi 30 anni. Come nel prossimo trentennio era stata destinata una crescita di un ulteriore 30%.

DEMOLIZIONE - Col ponte Morandi crollato ieri mattina - il sottosegretario Rixi ha sottolineato che sarà demolito con ripercussioni per la città - auto e camion, inevitabilmente, dovranno percorrere l' A26 per raggiungere Milano dalla Riviera di Ponente e viceversa. Situazione che preoccupa l' industria del turismo delle due Riviere, di ponente e di levante proprio in un momento dove si registrano flessioni importanti tra arrivi e presenze.

«Quel ponte che univa la Val Polcevera rappresentava uno snodo fondamentale per il porto genovese che è anche uno scalo crocieristico di primaria importanza, ma anche per raggiungere il cuore del capoluogo ligure e proseguire verso le località turistiche rinomate come Santa Margherita e Portofino. Milioni di passeggeri, probabilmente, saranno dirottati su altri scali e pure questo causerà danni alla nostra categoria», sottolinea Massimo Parodi, presidente regionale di Federalberghi. Da ieri, attraversare l' arco regionale per raggiungere il Tigullio, la Toscana e Roma, è decisamente più complicato con la Val Polcevera spezzata in due. Ma ci sono alternative. Il raccordo tra il casello di Genova aeroporto e lungomare Canepa e la Sopraelevata che passa a fianco della Lanterna ora più che mai è diventato un' opera fondamentale e lo sarà sicuramente nei prossimi mesi.
«Stiamo lavorando con la Società per Cornigliano per concludere l' intervento secondo il cronoprogramma - afferma Franco Floris, amministratore delegato di Sviluppo Genova - Il tratto tra lungomare Canepa e la Sopraelevata sarà completato entro la fine dell' anno. Il raccordo con il casello dell' aeroporto entro il 2019».

VERSO LA GRONDA - C'è poi la questione Gronda, il nuovo tratto autostradale a due corsie per senso di marcia che rappresenta il raddoppio dell' esistente A10 nel tratto di attraversamento del Comune. La nuova infrastruttura comprende 61 chilometri di nuovi tracciati autostradali e si allaccia agli svincoli che delimitano l' area cittadina, si connette con la direttrice dell' A26 a Voltri e si ricongiunge con l' A10 in località Vesima.

In questo caso i lavori dovrebbero partire nei prossimi mesi. C' è poi un problema infrastrutturale mai risolto. Le merci su gomma potrebbero viaggiare su rotaia. «Manca la volontà politica - dice a questo proposito Franco Floris ad di Sviluppo Genova - per realizzare il raddoppio dei binari tra Andora e Finale Ligure. È stato portato a termine solo il tratto tra San Lorenzo e Andora. Si viaggia a binario unico con una linea inadeguata non solo per le merci, ma anche per le persone con la conseguenza che la Liguria è ancora troppo lontana dalla Lombardia e dal nord Europa». Evidente poi la necessità di realizzare varianti dell' Aurelia tra Genova e Ventimiglia, alternative all' A10. Oggi solo poche località a ponente possono usufruire di questa infrastruttura: Albenga-Villanova d' Albenga-Alassio e Arma di Taggia-Sanremo.

di Giuseppe Barbera

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Commenti all'articolo

  • miacis

    15 Agosto 2018 - 19:07

    Fate pagari i danni a Benetton lui lo avrebbe fatto se a subire i danni fosse stata una sua azienda!

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