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Matteo Salvini, l'ex magistrato Carlo Nordio smonta le accuse contro il ministro: "Non rischia nulla"

Gino Coala
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Il rischio che Matteo Salvini possa essere condannato a una pena altissima, come previsto per le accuse sollevate dalla procura di Agrigento sulla vicenda della nave Diciotti, è praticamente nullo. È l'ex magistrato Carlo Nordio a spazzare via dagli scenari più fantasiosi la vicenda giudiziaria contro il ministro dell'Interno: "È impensabile che il Senato dia l'autorizzazione a procedere - ha detto a Italia Oggi - perché si tratta di una decisione, quella di Salvini, squisitamente politica". Leggi anche: Carlo Nordio critica la sentenza contro la Lega: "Cosa c'entra Salvini? Il sequestro dei soldi è ingiusto" Nordio smonta una a una le ipotesi di reato che da Agrigento sono passate al Tribunale dei ministri di Palermo. Le perplessità dell'ex procuratore aggiunto di Venezia sono parecchie, a cominciare dal reato di "arresto illegale" che sui giornali ha fatto grande clamore: "Incredibile, visto che non era stato arrestato nessuno". Tanto è vero che già a Palermo quella accusa è stata cancellata: "Poi il reato di sequestro di persona, per una decisione di squisita discrezionalità politica che sarà criticabilissima da un punto di vista politico, e magari etico, ma non da quello penale. Il paradosso è che nemmeno il pubblico ministero di Agrigento doveva esserne molto convinto". In carriera Nordio ha indagato sulle Brigate rosse in Veneto e sugli affari loschi delle coop rosse nel Nord-Est ai tempi di Mani Pulite. Un magistrato di comprovata esperienza che davanti al modo di fare le indagini dei pm agrigentini solleva più di un dubbio: "Se fosse stato convinto - dice Nordio - una volta salito a bordo della nave e verificato lo stato di limitazione illegale della libertà avrebbe dovuto, non potuto ma dovuto, liberare gli ostaggi e sequestrare la nave come corpo di reato: perché il codice impone alla polizia giudiziaria, e al pm che ne è il capo, di evitare che il reato venga portato a conseguenze ulteriori. Ora - aggiunge Nordio - siamo al paradosso che se il reato di sequestro di persona a carico di Salvini fosse confermato, lo stesso pm di Agrigento potrebbe essere indagato per omissione di atti d'ufficio".

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