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Papa Francesco, il cardinale e l'interferenza politica del Vaticano: "Immigrati non sono bestie da respingere"

Caterina Spinelli
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"I porti chiusi non sono della Chiesa: la Chiesa ha aperto le porte a chi aveva i porti chiusi". Così il cardinale Giuseppe Versaldi, prefetto della Congregazione per l'educazione cattolica, ribadisce le posizioni della Chiesa in tema immigrazione. Tema, questo, centrale nel Sinodo iniziato il 3 ottobre in Vaticano. "La Chiesa ha il dovere di annunciare il Vangelo, ed è evidente quello che dice il Vangelo circa i forestieri o gli stranieri: l'accoglienza per la Chiesa è un valore irrinunciabile" spiega il porporato, facendo sua la linea di Papa Francesco. Leggi anche: L'appello di Papa Francesco ai giovani: "No al disprezzo dell'altro" Versaldi lancia poi una frecciatina ai cardinali africani, invitandoli "ad impegnarsi di più per i loro giovani che sono là, per impedire che vengano sfruttati". In Africa infatti ci sarebbero - secondo il padre sinodale - persone che vogliono "spingere i giovani ad emigrare", perché così in Africa "non ci saranno più africani e verranno altri Paesi a colonizzarci". Leggi anche: Il sinodo che indigna il Vaticano, ecco il tema Il cardinale, poi, smorza i toni: "Che in Italia si accolga e che in Africa si cerchi di trattenere i giovani non è una contraddizione, fa parte della missione della Chiesa. I migranti devono avere libertà di sviluppare l'ingegno di un popolo e non lo sfruttamento indiretto. Altrimenti torniamo ad un nuovo colonialismo". Sul tema delle migrazioni, durante il briefing di oggi, è intervenuto anche il cardinale Dieudonnè Nzapalainga, arcivescovo di Bangui, che ha definito i migranti "esseri umani e non bestie da respingere". 

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