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Manovra

Pensioni, la brutta sorpresa: per 400mila che lasciano il lavoro...

10 Ottobre 2018

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Pensioni, la brutta sorpresa: per 400mila che lasciano il lavoro...

L'assunto "uno vale uno" rischia di non valere, quando si parla di posti di lavoro. Nel senso che tra gli appunti che sono stati mossi alla manovra nelle ultime ore, c'è anche quello che alle uscite conseguenti alla abolizione della legge Fornero non corrisponderebbe un ingresso equivalente di lavoratori.

Cioè l'assunto era: "Posso andare in pensione 400mila persone e si liberano altrettanti posti di lavoro", creando così nuova occupazione e crescita. Così non sembra, però. Come riporta il Corriere della Sera, alle Poste entro il 2020 usciranno 18mila persone e ne saranno assunte solo 7mila. Per questo, nelle scorse ore, il premier Conte ha convocato i manager delle partecipate per invitarli a investire in nuove assunzioni e per sostenere il governo e la crescita.

Resta, piuttosto, che in Italia l' andamento dell' occupazione tra i giovani segue il ciclo economico, indipendentemente dalle presunte rigidità della legge Fornero. Lo indica Eurostat riassumendo i tassi di occupazione tra i ragazzi di 15-24 anni, a partire dal 2011. Sette anni fa lavorava il 19,2% dei ragazzi, nell' anno seguente viene introdotta la riforma di Elsa Fornero e il tasso di occupazione scende al 18,5%, per calare ancora fino al 15,6% nel 2015. Ma nel 2016 risale al 16,6% e rimonta al 17,1% lo scorso anno. A spingerlo è il ciclo economico di crescita e la legge, che porta il nome della professoressa piemontese, pare non averlo ostacolato.

A temperare gli entusiasmi dovrebbero essere anche i calcoli sui costi accessori dell' auspicato turn over pensionandi-giovani. Sul versante dei conti pubblici il pensionamento di 490 mila persone (le stime indicano una retribuzione media di 36 mila euro lordi) pone un serio tema sugli effetti ai fini del gettito tributario. Un lavoratore sessantenne versa più tasse e contributi rispetto a un neo assunto ventenne chiamato a sostituirlo. Il saldo potrebbe rivelarsi molto costoso per il bilancio pubblico. L' ordine di grandezza è di qualche miliardo di euro.

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Commenti all'articolo

  • Italia_Libera

    11 Ottobre 2018 - 14:02

    Mi chiedo perche' non si parla che la modifica delle pensioni e' avvenuta per chi gia' lavorava in lire e adesso in euro! Quale logaritmo e' stato utilizzato per il calcolo della pensione iniziata in lire con i versamenti e finita in euro con i versamenti ? Bello vero? Il rapporto di valuta lira euro e' gia' una grande penalita' per l'Italia e gli italiani, dove sono stati dimezzati gli stipendi e

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  • drossi

    10 Ottobre 2018 - 10:10

    "Un lavoratore sessantenne versa più tasse e contributi rispetto a un neo assunto ventenne chiamato a sostituirlo. Il saldo potrebbe rivelarsi molto costoso per il bilancio pubblico" Beh, in quanto a tasse il neo-pensionato continuerà a pagarne. Vengono a ridursi certamente i contributi, ma per l'azienda si abbattono i costi, e non mi sembra poco...

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