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Trieste, i poliziotti uccisi in Questura quasi un "omicidio di Stato": la vergogna della fondina di cartone

Giulio Bucchi
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Quasi un omicidio di Stato. I due poliziotti freddati dentro la Questura di Trieste dal dominicano Alejandro Augusto Meran, 29enne immigrato regolare con "disagio psichico", non sono rimasti vittime solo del raptus di un balordo. Il dominicano infatti,p portato in centrale insieme al fratello per un sospetto di furto, dopo essere andato in bagno con una scusa è uscito ed è riuscito a sfilare la pistola dalla fondina di uno degli agenti, Pierluigi Rotta (34 anni) e Matteo Demenego (31) e alla base di tutto c'è la dotazione insufficiente dei poliziotti.  Leggi anche: "Vieni a prendermi". Il dominicano a terra, il video dopo la sparatoria in Questura Come riporta il Corriere della Sera, non è ancora chiaro se Meran l'abbia strappata di mano a un poliziotto durante la colluttazione oppure l'abbia presa direttamente dalla fondina. Quel che è certo, stando ai primi accertamenti, è che la fondina "sarebbe di un vecchio modello, in cartone pressato e facile da staccare". Altro che massima sicurezza, insomma. Nessuno dei due agenti morti ha il correggiolo, "la cinghia di sicurezza (estensibile) per tenere agganciata l'arma al cinturone". Troppo semplice, insomma, rubare l'arma soprattutto in situazioni concitate. E non a caso tutti i sindacati di Polizia, subito dopo la tragedia, accusano lo Stato e le istituzioni di lasciare soli gli agenti, in balia di criminali "che si sentono impuniti" e balordi di ogni tipo. Un isolamento e un senso di impotenza che sempre più spesso sfociano nel sangue.

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