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Pietro Senaldi a Tagadà su Venezia: "Con l'autonomia ci sarebbero le risorse per salvare la città"

Cristina Agostini
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Pietro Senaldi, ospite di Tiziana Panella a Tagadà, su La7, commenta la marea che ha devastato Venezia: "L'Italia ormai è un Paese che rincorre le tragedie, il premier Giuseppe Conte non fa che rincorrere le emergenze, era a Taranto per l'Ilva ed è dovuto partire per Venezia. Almeno si è preso un giorno di pausa", ironizza il direttore di Libero in diretta. "La polemica sul Veneto è inutile", conclude Senaldi, "se avesse avuto l'autonomia avrebbe già il Mose e le risorse per risolvere i problemi della città lagunare. Io la ribalto dal punto di vista grillino, Venezia è in questo stato proprio perché non ha l'autonomia". Leggi anche: "Il logoramento è organico". San Marco, Vittorio Sgarbi: "Perché la fine è imminente" Nella notte tra martedì e mercoledì, infatti, il livello dell'acqua a Venezia ha superato i 180 centimetri. In serata sono previste punte massime intorno ai 120 centimetri, l'orario previsto è quello delle 23.35 (lo ha reso noto il Centro maree del Comune  che sta rivedendo al ribasso le previsioni delle scorse ore; il dato resta comunque indicativo). Chiuse tutte le scuole, si contano due vittime, problemi alle linee telefoniche, centinaia di chiamate d'emergenza. Pellestrina, che è una delle isole davanti al mare già devastata dall'alluvione del '66, attualmente è completamente sommersa dall'acqua. Il sindaco Luigi Brugnaro ha incontrato il patriarca Francesco Moraglia per fare la conta dei danni e unire le forze in una giornata così cruciale. E il governatore Luca Zaia avverte: "I danni sono inimmaginabili. Ne ho parlato anche con il premier Giuseppe Conte il quale, da quello che so, si fermerà qui la notte e proseguiremo a fare sopralluoghi anche domani mattina".   

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