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Coronavirus, l'Unilever chiude: mandati a casa i colleghi dell'infetto, qual è la finestra di rischio

Gabriele Galluccio
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Per gli oltre cento dipendenti dello stabilimento di Unilever di Casalpusterlengo è stata una giornata terrificante. La provincia di Lodi è infatti stata il focolaio del coronavirus, che in un solo giorno ha fatto registrare 16 casi in Lombardia e altri 2 in Veneto. L'Italia ha già stabilito il nuovo record di contagi in Europa, sorpassando la Germania che si era fermata a quota 16, ma è probabile che altri infetti emergano nelle prossime ore. Nella giornata del 21 febbraio è stata effettuata la prova tampone sui circa 160 dipendenti dell'azienda in cui lavora il "paziente uno", ovvero il 38enne ricoverato in condizioni serie. Per approfondire leggi anche: "Arrivato alla grande, bisogna agire in modo massivo" L'Unilever non riaprirà prima di lunedì pomeriggio, mentre l'unità di Ricerca e Sviluppo dove era impiegato il 38enne rimarrà chiusa fino a mercoledì prossimo. All'Adnkronos un dipendente della multinazionale, che preferisce rimanere anonimo, ha raccontato che "siamo stati rimandati a casa in attesa degli esiti degli esami che ci hanno fatto. Ci hanno raccomandato di applicare alcune misure di cautela verso i nostri familiari, come non dormire nello stesso letto con la propria moglie". L'uomo ha anche dichiarato che "siamo molto più sollevati" perché "siamo quasi tutti asintomatici, ma dobbiamo aspettare gli esiti degli esami", che dovrebbero arrivare fra sabato e domenica. Come riporta l'Adnkronos, dai primi contatti con il manager 38enne ricoverato "sono già passati dai 7 ai 9 giorni" e per le finestra di rischio di incubazione del virus fissata in 14 giorni "abbiamo ancora qualche giorno da aspettare".

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