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Immigrazione, la fronda M5s-Pd: la lettera dei 25 contrari agli accordi con la Libia

di Davide Locano giovedì 31 ottobre 2019

2' di lettura

Alla fine, i patti con la Libia sulla gestione dei migranti verranno rinnovati. Lo ha confermato alla Camera Luigi Di Maio, rispondendo all'interrogazione del Pd: "Lavoriamo per migliorarlo", ha spiegato il grillino. Dunque ha rimarcato come "nessuno può comunque smentire che siamo passati da 170mila sbarchi a 2.200 nel giro di due anni". Gli accordi, per inciso, scadono il 2 novembre. Di Maio ha aggiunto che "l'accordo può essere migliorato soprattutto nella parte che riguarda i centri", ovvero i famigerati "lager libici" che per lunghi mesi sono stati rinfacciati a Matteo Salvini, così come prima venivano rinfacciati a Marco Minniti, vero artefice dell'accordo con la Libia. Leggi anche: Teresa Bellanova spalanca i porti a Omnibus Ma il rinnovo dell'accordo, come è noto da tempo, agita e non poco la maggioranza. Come rivela Repubblica, ci sono 25 esponenti giallorossi (22 europarlamentari più tre eurodpeutati) che in documento chiedono di sospendere con effetto immediato gli accordi con la Libia: "Le testimonianze raccolte, le indagini in corso, tra cui una della Corte penale internazionale per i crimini contro l'umanità, i rapporti delle Nazioni unite, le inchieste giornalistiche come quella che è costata la scorta al giornalista Nello Scavo, dipingono un quadro drammatico ed insostenibile dal punto di vista morale prima ancora che politico", puntano il dito nel documento. Tra i firmatari, esponenti di Leu, come Rossella Muroni, Nicola Fratoianni, Stefano Fassina, ma anche deputati della minoranza democratica, quelli legati a Matteo Orfini, come Giuditta Pini, Fausto Raciti e Francesco Verducci. Tra i firmatari pure i renziani di Italia Viva, Davide Faraone, Massimo Ungaro e Gennaro Migliore. E ancora, ex M5s come Paola Nugnes e Gregorio De Falco, Riccardo Magi di più Europa. Un nuovo fronte, insomma, per una maggioranza sempre meno coesa. Si tenga conto che anche Nicola Zingaretti ha usato toni ultimativi sul patto con la Libia: "Il memorandum con la Libia deve cambiare radicalmente", ha tuonato il segretario del Pd.

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