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Coronavirus, Benedetta Allegranzi: "Stavolta ci muoviamo tutti in un territorio sconosciuto"

 Benedetta Allegranzi

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Benedetta Allegranzi, inviata dell''Organizzazione Mondiale della Sanità in Italia, è in viaggio da una settimana per seguire l'onda dell' epidemia nel nostro Paese. Ha superato l'ebola ma sul coronavirus avverte: "Ci muoviamo in territorio sconosciuto. Mi sono iscritta a infettivologia per questo. Ci sono sempre scoperte nuove tra le malattie infettive". In Italia "c'è stata una diffusione rapidissima che in alcune Regioni mette il sistema sanitario sotto pressione. Medici, infermieri e operatori sanitari lavorano da due settimane a ritmi insostenibili. E non prevediamo che finisca molto presto. Siamo preoccupati anche per loro".

Difficile dire anche perché questi contagi in Italia: "Non lo sappiamo, non ce l'aspettavamo neanche noi. Una rapidità simile c'è stata in Corea del Sud. Il paziente 1 in Lombardia ha avuto tanti contatti e forse ha causato parte delle infezioni prima dei sintomi. La realtà è che ogni epidemia è un' esperienza nuova. L'Italia, che la sta vivendo in modo pesante, avrà molto da insegnare all'Oms e al resto del mondo. Sono qui anche per imparare".  Non solo: "Non è chiaro come l'epidemia sia arrivata in Italia. Né abbiamo il legame fra Lombardia e Veneto. La trasmissione dell'infezione al momento è sostenuta e continuerà così per un po'".

Allegranzi spiega che "nei prossimi 15 giorni sapremo valutare meglio gli effetti del contenimento. Nel frattempo potrebbero rendersi necessarie nuove misure restrittive, inclusa la chiusura delle scuole, valutata attentamente situazione per situazione". I dati del resto destano preoccupazione: "I ricoverati sono il 56%, che è un dato elevato, come i casi gravi che vanno in terapia intensiva: il 10%. Stiamo cercando di capire perché".    

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