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Papa Francesco contro i populisti: "Discorsi che ricordano Hitler nel 1933". Altro assist a Giuseppe Conte?

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L’epidemia da coronavirus scoppiata a livello globale è il principale tema della lunga intervista che Papa Francesco ha rilasciato a Austen Ivereigh, giornalista britannico che è anche il biografo ufficiale del Pontefice. Quest’ultimo si è prodigato in un nuovo affondo alle politiche populiste: “Oggi in Europa quando si cominciano a sentire discorsi populistici o decisioni politiche di tipo selettivo, non è difficile ricordare i discorsi di Hitler nel 1933, più o meno gli stessi che qualche politico fa oggi”. Non è del tutto chiaro a chi si riferisce il Papa, che ovviamente non fa nomi: “Mi preoccupa l’ipocrisia di certi personaggi politici che dicono di voler affrontare la crisi, che parlano della fame nel mondo e intanto fabbricano armi. È il momento di convertirci da questa ipocrisia. Questo è un tempo di coerenza - avverte Bergoglio - o siamo coerenti o perdiamo tutto”. Per certo, le parole del Pontefice sembrano una sorta di endorsement, un nuovo sostegno a Giuseppe Conte, un premier sempre più in difficoltà ma che, dopo l'incontro della scorsa settimana, è tornato a contare sull'appoggio del Vaticano.

 

 

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