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Coronavirus, Giovanni Rezza dell'Iss: "Zero contagi impossibili per metà maggio. Il picco? Artificioso"

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Buone e cattive notizie nel corso della conferenza stampa dell'Iss, l'Istituto superiore di Sanità, dove si fa il punto sull'emergenza coronavirus. Prima quelle che sembrano buone notizie, riferite dal presidente Silvio Brusaferro: "I dati dicono che le persone con sintomi si stanno riducendosi, la curva è in fase decrescente. Mostrano un Paese con zone diverse, con intensità di circolazione diverse, e che il lockdown ha consentito di limitare la circolazione in molte aree del Paese. La Lombardia rimane la più colpita, ma la curva anche qui mostra un decremento. Il Veneto la stessa tendenza. L’Emilia anche. Altre regioni con circolazione più limitata". Inoltre Brusaferro ha sottolineato che oltre il 60% dei decessi è stato registrato tra pazienti con tre o più patologie, il dato sale all’82% tra i malati con due patologie. Infine, ha spiegato che "le principali complicanze ssono la polmonite, in quantità minore i danni renali, la possibilità di sovrainfezione e i danni miocardici".

Dunque le notizie meno liete, che sono arrivate nel corso dell'intervento dell'epidemiologo Giovanni Rezza, il quale ha detto che non c'è alcun picco nella curva dell'epidemia, "si è trattato di un picco artificioso". Dunque, nel dettaglio ha aggiunto: "C’è un trend di decrescita, ma a metà maggio non arriveremo a zero casi. Spesso si parla di nuovi contagi, ma si tratta in realtà di vecchie notifiche. Adesso è importante considerare la comparsa dei sintomi". Insomma, una doccia gelata sulla speranza di avere zero casi a metà maggio. Rezza ha poi aggiunto che nella Fase 2 "sarà importante rafforzare soprattutto il controllo del territorio con l’identificazione rapida dei focolai, con i test, il rintraccio e l’isolamento dei contatti e le azioni di contenimento ed le eventuale creazioni di zone rosse che saranno fondamentali" pur di contenere il contagio.

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