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Papa Francesco, il broker Torzi ha tentato l'estorsione davanti al Pontefice a Santa Marta. Retroscena: Bergoglo tradito dai fedelissimi

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Il ricatto di Gianluigi Torzi al Vaticano anche davanti a Papa Francesco. A quanto risulta all'agenzia Adnkronos è questa l'inquietante ipotesi che emergerebbe dall'inchiesta vaticana che ha portato all'arresto del broker molisano per peculato, truffa, estorsione e auto riciclaggio nell'ambito delle indagini dell'Ufficio del Promotore di Giustizia Gian Piero Milano e del suo aggiunto Alessandro Diddi sull'acquisto di un palazzo a Londra da parte della Santa Sede.

 

 

 

Un quadro desolante agli occhi del pontefice, con i suoi collaboratori più stretti che gli avrebbero portato fin dentro Santa Marta l'uomo che poi non avrebbe esitato a mettere a segno quella che per gli inquirenti è una vera e propria estorsione ai danni della Santa Sede. Con ciò lasciando Francesco, ingannato nella sua buona fede, profondamente deluso e scioccato per il "tradimento" di persone a lui vicine. Secondo la procura vaticana, Torzi era entrato in contatto con la Segreteria di Stato per aiutarla a risolvere l'impasse della partecipazione al fondo Athena di Raffaele Mincione, partecipazione, secondo gli inquirenti finanziata in parte con i soldi dell'Obolo di San Pietro - destinati ai poveri - e costata alle casse di Oltretevere perdite per almeno 18 milioni. Il broker, però, si è ben presto trasformato, secondo gli investigatori, nell'uomo in grado di tenere in pugno la segreteria di Stato fino a consumare una estorsione di 15 milioni ai danni dei fondi del Papa. Secondo le indagini, Torzi non si sarebbe fatto scrupolo ad avanzare le sue richieste neanche davanti al pontefice, salvo poi disattendere gli impegni presi. 

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