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Coronavirus, il sottosegretario Puglisi: "Smart-working, proroga anche per i privati"

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Si va verso una proroga dello smartworking anche per i privati ma non dello stato di emergenza. "Non credo che chi sia in smart working sia in vacanza. Lo smart working nel decreto Rilancio è stato prorogato per il 50% del personale della P.a. per un graduale ritorno alla normalità con la possibilità di riorganizzare gli uffici per il distanziamento sociale, ancora necessario perché il virus non è stato completamente debellato: pensiamo di inserire una norma di proroga anche per il lavoro privato nel prossimo decreto che faremo per il prosieguo degli ammortizzatori sociali". Così il sottosegretario al Lavoro Francesca Puglisi ospite ieri di Centocittà su Radio1 Rai. 

Sulla proroga dello stato di emergenza il governo sembra aver fatto un passo indietro, lo smart working nel pubblico e nel privato proseguirà, inserendo le norme nei decreti, ma senza ricorrere allo stato di emergenza. Una scelta quella di proseguire lo smartworking poco gradita agli esercenti.

 

Il presidente di Confesercenti Roma e Lazio Valter Giammaria ha detto: "Se davvero hanno intenzione di fare proseguire lo smart working per tutto il 2020, solo nella Capitale chiuderanno 6.000 esercizi pubblici. Stanno uccidendo il centro di Roma, ma non solo: non si rendono conto degli effetti devastanti. Solo il settore pubblico vale 400mila dipendenti".  Stessa musica in altre regioni secondo Confesercenti Campania anche il settore dell'abbigliamento sta subendo un crollo, "a causa dello smart working molte persone lavorano da casa e di conseguenza c'è pochissima gente in giro, le strade dello shopping sono poco affollate". 

 

"Al Ministero della Salute da giorni", scrive il Messaggero, "si sta riflettendo su un fatto: vi sono leggi già in vigore che consentono ad esempio l'istituzione delle zone rosse, anche per iniziativa dei presidenti di Regione. Secondo la Fondazione Gimbe (in prima linea nell'elaborazione delle statistiche legate al coronavirus) «non ci sono le condizioni sanitarie che giustifichino la proroga dello stato di emergenza" .

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