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Coronavirus, Massimo Clementi: "Il 90% degli infetti è asintomatico", la verità su focolai e lockdown

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L’epidemia da coronavirus è sotto controllo in Italia, ma non si può escludere con certezza l’eventualità di un nuovo lockdown. Anche perché la curva dei contagi è in aumento e la diffusione è ormai su tutto il territorio nazionale: l’ultimo bollettino parla chiaro, con i nuovi casi giornalieri che sono saliti oltre quota 500 dopo tanto tempo e con ben quindici regioni che hanno fatto registrare la doppia cifra di contagi. A bilanciare questa situazione preoccupante è il fatto che il numero dei morti è sempre molto contenuto (difficilmente supera i 10 al giorno) e che la stragrande maggioranza dei positivi al virus sono asintomatici e quindi in isolamento domiciliare, senza alcuna ripercussione sul sistema sanitario nazionale.

Intervistato da Il Giorno, Massimo Clementi del San Raffaele di Milano ha spiegato perché i casi di coronavirus stanno crescendo in Italia: “Si stanno sommando tre diversi fattori. Primo, l’aumento degli infetti che si sarebbe fisiologicamente verificato in Italia in base alla progressione della curva. Secondo, i contagi di ritorno che qualcuno ha ironicamente definito ‘dei figli di papà’, cioè di coloro, in prevalenza giovani, che hanno deciso di andare in vacanza in paesi dove l’allerta sanitaria è ancora in corso, ignorando i rischi connessi. Infine, i focolai esplosi tra gli immigrati”.

 

 

Tuttavia per Clementi la situazione rimane sotto controllo: “Il 90% dei positivi è asintomatico o paucisintomatico. Da un punto di vista clinico non ci sono quindi preoccupazioni. Non dimentichiamo che è pure aumento il numero dei tamponi, eseguiti in modo mirato, in base ai risultati dei test sierologici”. Inoltre Clementi tende ad escludere l’eventualità di un nuovo lockdown: “Il vero interrogativo è cosa succederà da ottobre in poi, con l’arrivo della stagione invernale, anche se non credo che ci ritroveremo nella situazione dei mesi scorsi. Oggi è possibile tracciare e circoscrivere i focolai tempestivamente, scongiurando la diffusione di massa”. 

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