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Omicidio Maria Paola Gaglione, la famiglia contro Ciro: "Non era il ragazzo giusto per lei"

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"Ciro non era il ragazzo giusto per lei". Non c'è pace per Maria Paola Gaglione, la ragazza appena maggiorenne uccisa su una strada provinciale della periferia nord di Napoli, tra Caivano e Acerra. Suo fratello Michele Antonio, è in carcere, accusato di averne provocato la morte facendola cadere dallo scooter dopo averlo speronato con la sua moto.  I genitori Franco e Pina però si schierano con il figlio che in carcere anziché con la figlia morta. "Siamo certi della sua innocenza", scrive Repubblica.

Ma respingono le accuse di omofobia: "La nostra critica era alla persona, mai all'orientamento sessuale. Il tempo dirà se le nostre erano preoccupazioni fondate". Una storia diversa da quella che racconta Ciro Migliore:"Stavamo insieme da tre anni ma la famiglia di Maria Paola non voleva. Dicevano che eravamo due donne. Li ho sentiti dire che avrebbero preferito che la figlia morisse, piuttosto che stare con uno come me. Un masculillo", ha detto a Repubblica . 

 


Ciro è stato ripetutamente minacciato dalla famiglia Gaglione e il 13 luglio scorso proprio dal fratello: «"i è presentato a casa mia dicendomi testualmente: 'Se non lasci mia sorella, ti taglio la testa e ti ammazzo"". Secondo il gip, che ha confermato il carcere come chiesto dalla pm Patrizia Mucciaccito, titolare delle indagini con il procuratore Laura Triassi, Gaglione avrebbe colpito con il piede lo scooter "incurante" della presenza della sorella allo scopo «di spezzare quel legame che non riusciva ad accettare». Oggi i funerali della giovane.

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