I vaccini arriveranno entro la primavera, saranno sicuri ma non salveranno tutti. E' questa la previsione di Guido Forni, accademico dei Lincei e già professore ordinario di Immunologia all'università di Torino con un passato da ricercatore a Bethesda negli Stati Uniti e a Londra, intervistato da La Stampa
I vaccini anti Covid-19, spiega Forni, arriveranno entro primavera, saranno sicuri, forse efficaci, in una seconda fase di più, ma in ogni caso non potranno salvare tutti". I vaccini, spiega l'esperto, saranno sicuri, anche perché l'unica fase sperimentale "che non è stata accelerata è la 3 sulla sicurezza".. Il Governo ha prenotato diversi vaccini e molto dipenderà da come questi accordi verranno onorati".
Forni si dice convinto che saranno disponibili per tutti, "ma il vaccino non è un farmaco bensì uno stimolo al sistema immunitario, che funziona meglio su persone sane e giovani. I primi in arrivo saranno sicuri per tutti, ma meno efficaci su bambini e anziani. Serve il lusso del tempo per elaborare vaccini universali".
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L'immunità di gregge non funzona, la salvezza dal coronavirus potrà arrivare solo con un vaccino. A so...Attualmente i vaccini più promettenti, analizza Forni, "sono gli 11 in fase finale, di cui molti se non tutti verranno registrati entro gennaio. Quattro cinesi e uno russo, facendo forza sulla mancanza di democrazia, sono già stati somministrati a un gran numero di persone". Sono avanti dunque? "Non è detto - risponde l'esperto - Anche Trump voleva approvare un vaccino prima delle elezioni, ma l'istituto regolatore Usa si è rifiutato. Conta molto chi ottiene dei risultati. I vaccini americani, russi e europei si basano sull'Rna, novità che riduce tempi e costi, ma sconosciuta. I cinesi si fondando sul metodo del virus ucciso chimicamente, che nella storia ha funzionato. Un altro vaccino americano, più tradizionalmente, si basa su una proteina. Tutti hanno avviato la produzione, molte dosi sono già pronte ed eventualmente andranno buttate".
In fase 1 e 2 ci sono attualmente una quarantina di vaccini "partiti dopo che potrebbero essere più efficaci e facili da usare, come i nasali - prosegue Forni - Mentre i primi avrebbero quasi tutti bisogno di due dosi. Funzioneranno, ma non si sa quanto. Un vaccino può impedire di ammalarsi, diminuire l'effetto della malattia e addirittura bloccare il contagio. Secondo i dati disponibili, i primi vaccini difetterebbero di questa ultima caratteristica".




