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Coronavirus, il Cts si spacca: "I tre direttori non hanno firmato il verbale". Restrizioni a Natale, tutto in mano a Conte

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Mancava solo la spaccatura del Comitato tecnico scientifico, ora l’Italia può esporre il cartello “completo” in quanto a problemi legati alla situazione epidemiologica attuale. Come se non bastasse la minaccia della crisi di governo da parte dei renziani, che fanno sul serio sulla cabina di regia del Recovery Fund fortemente voluta da Giuseppe Conte, ora il premier deve fare i conti anche con i pareri discordanti degli esperti, che hanno consigliato al premier maggiori controlli e restrizioni ma senza scendere nello specifico.

La spaccatura all’interno del Cts è certificata dai tre direttori generali del ministero della Salute - Achille Iachino, Andrea Urbani e Giovanni Rezza - che non hanno firmato il verbale finale. Lo riporta il Corriere della Sera, sottolineando che nel documento trasmesso al governo non c’è alcun riferimento a norme specifiche da modificare, ma solo la condivisione della linea del rigore dopo gli assembramenti che si sono verificati nel fine settimana. Anche se non mancano alcune segnalazioni, come quella della zona gialla che non sarebbe abbastanza per il periodo delle feste natalizie: il Cts chiede misure più dure, ovvero quelle pensate per le zone arancioni o addirittura rosse, ma tempi e modi deve deciderli unicamente il governo stavolta. 

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