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Le Iene, variante inglese: "Mi è bastata una firma". Scandalo svelato, ecco come ci "difende" il governo

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La nuova variante del coronavirus è arrivata anche in Italia, ma si sta facendo di tutto per contrastare un'eccessiva diffusione del nuovo ceppo, individuato e isolato in Inghilterra. Tuttavia, nonostante il blocco dei voli dalla Gran Bretagna, pare che il nostro Paese non si stia impegnando abbastanza nella sua attività di controllo. Lo prova la testimonianza di Eleonora, una giovane ligure che da ottobre sta facendo un dottorato di ricerca in un’università inglese e che il 17 dicembre scorso è ritornata dalla sua famiglia per le vacanze di Natale. La ragazza ha raccontato alle Iene di essere riuscita a fare un tampone antigenico in Inghilterra non senza difficoltà.

Tampone richiesto dal nostro governo come “passaporto” per poter rientrare in Italia. Tuttavia, al suo arrivo a Milano, Eleonora non è stata sottoposta a nessun tipo di controllo. “In aeroporto a Londra nessuno mi ha chiesto niente, non mi hanno neanche misurato la febbre, e in Italia la stessa cosa. A Linate non mi hanno controllato la temperatura né chiesto la carta che attestava la mia negatività, si sono limitati a farmi firmare un’autodichiarazione in cui io, sotto la mia sola responsabilità penale, dichiaravo di essere negativa”, ha raccontato la giovane. Una testimonianza che non lascia presagire nulla di buono, soprattutto se pensiamo che sono circa 45mila (secondo un calcolo del Giornale) i passeggeri che da inizio dicembre sono arrivati in Italia da Paesi già toccati dal nuovo ceppo del virus. 

 

 

 

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