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Coronavirus e immigrazione, gli arrivi calano in tutta Europa tranne che in Italia: la classifica Frontex

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Antonio Rapisarda
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Il Covid-19 ha attivato nell'ultimo anno un grande "decreto sicurezza" nei confronti dell'immigrazione di massa in Europa. Con un'unica, evidente, eccezione: l'Italia. Guarda caso nel pieno della sua prima stagione di governo giallo-fucsia. A fotografare la situazione un ente non certo imputabile di sensazionalismo o simpatie sovraniste: parliamo dell'agenzia europea Frontex. Bene, secondo i dati appena presentati l'elemento che balza subito agli occhi è un rallentamento degli arrivi, decretato dalle misure di contenimento stabilite dai governi: la discesa del numero di attraversamenti illegali delle frontiere esterne dell'Ue, infatti, è stimata al 13%. Un calo nel 2020 che ha portato il numero degli ingressi a circa 124mila, dovuto «in gran parte all'impatto delle restrizioni Covid messe in atto da vari paesi». Significativo il primo appunto: «Si tratta del numero più basso di attraversamenti illegali delle frontiere dal 2013». Fra le varie rotte migratorie, quella del Mediterraneo orientale (che interessa prima di tutti la Grecia) ha visto alla fine il maggior calo del numero di arrivi, «che è sceso di oltre tre quarti a circa 20mila unità». Mentre, sul versante spagnolo, il numero di attraversamenti illegali delle frontiere nella regione del Mediterraneo occidentale «è diminuito del 29% a circa 17mila». 

 

 


TUNISIA E LIBIA
 Per due cancelli che si chiudono - proprio per garantire i cittadini ma anche gli immigrati stessi dal rischio contagio - ne troviamo un altro lasciato decisamente aperto: la rotta del Mediterraneo centrale. Porti di partenza? Tutti confermati: «Nonostante il forte aumento delle partenze dalla Tunisia - spiega Frontex -, molti migranti irregolari individuati su questa rotta sono partiti dalla Libia». Il risultato? «In totale, il numero di arrivi irregolari nel Mediterraneo centrale è quasi triplicato fino a superare i 35.600, diventando così la rotta migratoria più attiva verso l'Europa». Rotta che, come abbiamo raccontato decine di volte, non punta su Malta o al Nord - verso la Francia - ma, di fatto, sempre sulle coste italiane. Non solo via terra. Anche sulla cosiddetta rotta balcanica, l'altro veicolo di molti ingressi irregolari in Italia, «il numero di migranti irregolari è aumentato di oltre tre quarti, arrivando a circa 27mila».Altro elemento importante. Chi sono questi immigrati? Non si tratta di famiglie in fuga: ma, nella stragrande maggioranza, di maschi, dato che «le donne rappresentano meno di una persona su dieci», e solo un anno fa, «le donne rappresentavano una su quattro». Anche la percentuale di bambini individuati l'anno scorso è diminuita: «Nel 2020, circa un immigrato su 10 aveva meno di 18 anni, rispetto al 23% del 2019».

INFETTI E OSPITALI
I dati forniti dall'agenzia della guardia costiera e di frontiera europea concordano con quelli del Viminale che hanno registrato nel 2020 l'exploit, con lo sbarco di 34.154 migranti, contro gli 11.471 del 2019 e i 23.370 del 2018. Di fatto l'Italia si conferma essere terra di immigrazione nonostante sia la nazione più coinvolta dalla crisi pandemica. La spiegazione? Da una parte il percorso che ha portato allo smantellamento dei decreti Salvini (partendo dall'effetto richiamo della maxi-sanatoria imposta da Teresa Bellanova fino all'approvazione del nuovo decreto immigrazione voluto dal Pd), dall'altro il terreno preparato da alcune più che discutibili sentenze - come quelle del Tribunale di Milano di cui Libero si è già occupato - che concedono la possibilità di ottenere la protezione umanitaria in Italia anche a chi non scappa da nessuna guerra ma sostiene di fuggire dal Covid (o teme che nel suo Paese possa non trovare assistenza adeguata). Una fotografia, questa fornita da Frontex, commentata con severità dall'opposizione di centrodestra. Per Andrea Delmastro, capogruppo di FdI in commissione Esteri, «adesso gli scienziati della sinistra ci spiegheranno che si tratta di fenomeni epocali che non si possono contrastare». Il deputato, poi, si fa domanda e si dà una risposta: «Ma gli altri come fanno? Perché solo da noi triplicano gli arrivi di clandestini? Le altre nazioni d'Europa non hanno nulla più di noi, semmai qualcosa in meno: non hanno Conte, Di Maio, Lamorgese e Boldrini».

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