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Dpcm, verso 11 regioni arancioni e due rosse: altra serrata e il sospetto, modello a colori per "dribblare" i ristori?

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Sul nuovo Dpcm si sta consumando l’ennesima farsa del governo presieduto da Giuseppe Conte, che dopo un anno ancora non ha capito come gestire l’emergenza sanitaria. O forse fa finta di non capirlo, dato che adottando il metodo di Angela Merkel, ovvero quello del lockdown per diverse settimane (dato che è l’unico che realmente funziona per contenere il contagio, lo dicono tutti gli studi realizzati sull'epidemia, che a Palazzo Chigi evidentemente hanno chiuso in un cassetto), sarebbe necessario prevedere ristori per tutte le categorie costrette a chiudere. E invece noi italiani, che siamo i più furbi di tutti, vendiamo il solito fumo che stavolta risponde al nome del “modello a colori”, che sostanzialmente non serve assolutamente a nulla, se non ad acuire la crisi economica con l’apri-chiudi giornaliero pensato appositamente per evitare i ristori a diverse categorie.

 

 

Una prova ne è il fatto che il governo ha rifiutato la proposta delle Regioni di istituire una zona arancione nazionale, ma andrà avanti con il suo fallimentare modello a colori: non dicono però che la zona gialla è una farsa dato che non esistono più gli spostamenti tra regioni, in più secondo i nuovi parametri ben 11 regioni da domenica prossima saranno zona arancione, con la Lombardia e Calabria addirittura rossa. E allora non sarebbe più saggio imporre chiusure uguali per tutti per il tempo necessario a evitare che la ripresa della seconda ondata si trasformi nell’ennesimo evento drammatico (dato che siamo sempre i primatisti di morti, senza alcuna spiegazione ufficiale) e intanto prevedere i ristori per chi deve stare chiuso? Domanda retorica, ma finché rimarrà questo governo a gestire l’emergenza non ci sarà assolutamente nulla di logico. 

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