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Monopoli, investe la figlia e la uccide: "L'ha guardata morire con indifferenza"

martedì 6 giugno 2023
Monopoli, investe la figlia e la uccide: "L'ha guardata morire con indifferenza"

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Prima le grida poi un forte tonfo. Così i vicini di casa di Mariangela, 54enne investita e uccisa dal padre, raccontano gli ultimi istanti di vita della donna. Alla guida dell'auto, appunto, l'86enne Vincenzo Formica. "Abbiamo sentito una serie di urla di una voce femminile che gridava aiuto e proferiva esclamazioni di sofferenza - ha raccontato ai carabinieri una testimone, anche lei residente nei pressi della villetta di Monopoli dove è accaduto il tragico omicidio - ma non riuscivamo a capire cosa stesse succedendo. Ci siamo avvicinati al cancello dell'abitazione vicina alla nostra e ho udito un forte tonfo, dopo il quale le grida sono cessate".

Per Mariangela non c'è stato nulla da fare. Quando sono arrivati i primi soccorsi "era molto malridotta, aveva il braccio destro con un'evidente frattura e il viso tumefatto, sulla gamba sinistra una tumefazione all'altezza del polpaccio, indossava dei jeans e il pantalone era strappato. Dal lato sinistro della testa usciva sangue". Il padre, che prima l'aveva investita, è scappato per poi tornare senza però fare nulla per soccorrerla. "Ci siamo messi a correre verso quel corpo - ha aggiunto la testimone stando a quanto riportato da Repubblica - ma siamo stati rallentati dalla presenza di più cani che correvano verso di noi. Ho visto che si trattava di una donna, che respirava a fatica e muoveva solo gli occhi". Per il giudice Angelo Salerno l'omicidio è stato volontario e non colposo, disponendo per l'uomo gli arresti domiciliari.

Dietro potrebbero esserci le difficili condizioni di salute della moglie di Formica, a cui la figlia Mariangela prestava assistenza. "Per ben due volte - ha raccontato chi ha visto l'uomo tornare - si è avvicinato al corpo, chiedendo con estrema calma se stesse arrivando l'ambulanza e chi poteva essere stato a investire quella donna. Solo dopo ha raccontato che era sua figlia, con la quale aveva litigato perché non voleva stare con la madre affetta da una malattia. A quel punto noi ci siamo accorti che sulla ruota posteriore destra c'erano delle tracce di sangue e lui si è giustificato dicendo che la figlia si era aggrappata alla parte posteriore del veicolo".