Libero logo

Giorgia Meloni al Quirinale, "una fortuna per l'Italia": le parole pesantissime di La Russa

di Daniela Mastromatteilunedì 27 luglio 2026
Giorgia Meloni al Quirinale, "una fortuna per l'Italia": le parole pesantissime di La Russa

2' di lettura

Ignazio La Russa sale sul palco dell’Estate del Principe a Viareggio e fa quello che gli riesce meglio: parlare senza spartito, alternando battute, affondi e qualche provocazione destinata a far discutere. E lo fa in un’intervista fiume con Augusto Minzolini.

Il passaggio destinato a fare più rumore riguarda il Colle. Di sé dice di non sentirsi adatto alla Presidenza della Repubblica. «È un ruolo un po’ ingessato, un po’ chiuso», osserva con il sorriso di chi sa perfettamente quanto una frase del genere farà discutere. Poi spiazza tutti indicando la sua candidata ideale per il futuro: Giorgia Meloni. Non nell’immediato, precisa, ma alla prossima occasione. «Sarebbe una grande fortuna per l’Italia», dichiara, definendo il suo un augurio e insieme un riconoscimento delle capacità della premier. E mette subito le mani avanti: «Non c’è nessuna ragione perché questo suoni come un allarme».

Quando il discorso si sposta su Milano, il presidente del Senato cambia registro ma non tono. Cinque anni fa, ricorda, il problema era trovare un candidato. Oggi, invece, i nomi sono fin troppi. Cita Silvia Sardone, Maurizio Lupi e gli altri possibili protagonisti della corsa a Palazzo Marino. La ricetta è semplice: sceglierne uno, ma con il sostegno leale di tutti.

La polemica su Pirlo? «Bisogna distinguere sport e politica». Non manca il capitolo Roberto Vannacci, affrontato con un misto di sarcasmo e severità. Secondo La Russa, dopo la rottura con la Lega il generale ha finito per votare spesso insieme alla sinistra nelle occasioni più importanti. Quanto alla disponibilità a rientrare nel centrodestra «alle sue condizioni», il presidente del Senato non resiste alla battuta e rievoca il vecchio tormentone sul Partito Liberale, che avrebbe posto come unica condizione quella di essere chiamato dalla sinistra.

La stoccata arriva anche per Forza Italia, ma con il tono di chi rivendica la solidità della coalizione. «Non butterò mai giù dalla torre Forza Italia», assicura. Salvo aggiungere, con una delle sue proverbiali chiose: «A meno che non decida di suicidarsi e si butti giù da sola». Un messaggio che lascia spazio a più di un’interpretazione.