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Giulia Cecchettin, la sorella Elena attacca Salvini: "Violenza di Stato"

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Già, c'è chi ha buttato il caso di Giulia Cecchettin in politica. C'è chi ha usato il terribile omicidio della ragazza, il cui cadavere è stato ritrovato ieri, sabato 18 novembre, per dar contro al governo. Per esempio Laura Boldrini, la quale a caldo, nel momento del dolore, ha affermato: "Un'altra volta, un'altra donna uccisa mentre chi potrebbe e dovrebbe si rifiuta di investire in prevenzione, mentre nella maggioranza c'è chi definisce l'educazione sessuale e all'affettività 'una porcheria', mentre ci prepariamo a un altro 25 novembre pieno di retorica".

Uno scivolone, una stonatura inaccettabile. Poi anche Elly Schlein, pur con toni meno estremi, ha usato il caso di cronaca nera per rivolgersi direttamente a Giorgia Meloni, per fare asse contro la violenza contro le donne. Come se il premier, sul punto, non volesse sentirci. Quando è tutto il contrario.

Ecco, forse sono questi i presupposti per capire quanto accaduto oggi, domenica 19 novembre, poche ore dopo la cattura di Filippo Turetta, arrestato in Germania all'ottavo giorno di fuga. Già, perché dopo l'uso politico del dolore, ecco che Elena Cecchettin, sorella della vittima, ha attaccato Matteo Salvini.

 

Il ministro e vicepremier, su X, dopo la cattura di Turetta aveva commentato: "Bene. Se colpevole, nessuno sconto di pena e carcere a vita". Una frase netta, dura, ovvia. Una frase in cui, come è ovvio che sia prima di una confessione o una condanna, non si può dare per certa la colpevolezza di qualcuno, nel caso quella di Turetta. E questa frase è stata criticata da Elena Cecchettin, la quale ha scritto in una storia su Instagram: "Ministro dei trasporti che dubita della colpevolezza di Turetta. Perché bianco, perché di 'buona famiglia'. Anche questa è violenza, violenza di stato".

Uno scivolone, evidente, nel momento del dolore più atroce. Uno scivolone dietro al quale, però, è lecito ipotizzare che ci sia la mano dei "cattivi maestri" che, ancor prima di Elena, hanno scelto di fare politica su questa tragedia.

 

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