Capitolo Garlasco, l’ennesimo di una telenovela macabra. È spuntato, ora, l’audio di una conversazione tra Stefania Cappa, cugina della vittima Chiara Poggi (uccisa il 13 agosto 2007), ed un suo amico. Conversazione avvenuta per telefono subito dopo che inquirenti, all’epoca, requisirono il tutore che la sorella di Stefania, Paola, portava in quei mesi a seguito di un infortunio alla gamba. Se ne discute a Quarta Repubblica, programma di approfondimento di Rete4 del lunedì sera.
Questo lo stralcio della telefonata, in cui appare una Stefania Cappa innervosita per l’invadenza degli investigatori. Il suo amico le chiede semplicemente: "Come stai?". E la Cappa parte subito in quarta: “Se tu volevi vedere Stefania Cappa incazzata questa era la volta buona, ma veramente incazzata". Sempre l’amico, incuriosito: “Che ti hanno fatto?". Ancora la Cappa: “Sai cosa hanno preso? Il tutore del ginocchio di mia sorella. Sai che mia sorella si era rotta la gamba quindi aveva un tutore che partiva dall'inguine e finiva alla caviglia? Quello!". Il suo amico è perplesso: “Ma se non sta neanche in piedi, che senso ha?". Stefania, allora, spiega la sua immediata reazione: “Io ho detto, che robaaaa? Ho iniziato a urlare, ma come cazzo state, ma non vi vergognate?! Ma quella lì è una ragazza malata! Ho detto, potete prendere tutta la mia casa, le biciclette, le scarpe, tutto quello che volete, ma il tutore di una persona malata, voi mi fate ridere e fate ridere tutta l'Italia".
Garlasco, spunta il giallo del cuscino: un nuovo pesante sospetto
Mentre prosegue l'incidente probatorio, un nuovo dubbio si insinua: è quello del cuscino della villetta dei P...Intanto, prosegue la difesa di Andrea Sempio, ad oggi unico nuovo indagato per il caso Poggi. I suoi consulenti Luciano Garofano e Luigi Bisogno, attraverso i legali Massimo Lovati e Angela Taccia, hanno depositato un’integrazione delal consulenza in cui già avevano contestato le conclusioni dei consulenti di parte, quelli dei pm, che hanno attribuito l’impronta 33, quella sul muro della cantina, a Sempio. I consulenti dell’indagato sostengono che quella sia un’impronta di sudore e non di sangue, come finora è stato fatto intendere.