Gianni Di Vita, padre della 15enne Sara e marito di Antonella Di Ielsi (50 anni), è stato trasferito dalla Rianimazione a un reparto ordinario dell’Istituto Spallanzani di Roma. Le condizioni dell’uomo, unico sopravvissuto della famiglia colpito dalla grave tossinfezione, sono in miglioramento. Insieme alla figlia maggiore Alice (asintomatica ma ricoverata precauzionalmente), continua a ricevere cure mediche e supporto psicologico.Le due donne sono morte a poche ore di distanza tra il 27 e 28 dicembre 2025 all’ospedale Cardarelli di Campobasso.
Cinque medici sono indagati per omicidio colposo come atto dovuto.Le autopsie, durate sette ore, non hanno fornito elementi immediati sulla causa della morte. Il procuratore Nicola D’Angelo e l’anatomopatologo Marco Di Paolo parlano genericamente di tossinfezione alimentare in persone precedentemente sane. Non è stato possibile identificare l’agente responsabile; servono gli esami tossicologici e chimici, che richiederanno settimane. Non si esclude alcuna ipotesi, inclusa quella – ritenuta remota – di avvelenamento doloso.Proseguono le indagini sugli alimenti sequestrati nell’abitazione di Pietracatella (Campobasso).
Sono 19 i campioni prelevati, tra cui funghi (pleurotus, champignon, alla contadina), polenta ai funghi, vongole, baccalà gratinato, olive, giardiniera autoprodotta, formaggi, pesto, marmellate, torta al pistacchio e salsa di pomodoro. Parte dei cibi proveniva dalla casa della madre di Gianni Di Vita, al piano superiore. Le analisi sono affidate all’Istituto Zooprofilattico di Abruzzo e Molise.L’attenzione investigativa resta concentrata sui pasti del 23 dicembre, l’unico consumato solo dai tre familiari colpiti.




