Negli ultimi giorni, il dibattito sul delitto di Garlasco si è spostato con decisione sulle ipotesi relative al movente. La procura, secondo quanto trapela dagli ambienti giudiziari, starebbe infatti per sbilanciarsi sulle ragioni che potrebbero aver determinato l'assassinio di Chiara Poggi. In questo contesto prende piede una pista che fino a poco tempo fa sembrava marginale, quella del revenge-porn, cioè la diffusione o il ricatto legato a immagini o video intimi.
Questa ipotesi è tornata al centro dell’attenzione investigativa nelle ultime settimane, anche attraverso nuovi approfondimenti e l’audizione di alcuni ex compagni di scuola di Andrea Sempio. Si tratta di una ipotesi che divide l’opinione pubblica e gli esperti, ma che riaccende l’attenzione su un caso che, nonostante una condanna definitiva, quella di Alberto Stasi, continua a generare interrogativi. Il tema è stato affrontato anche durante una puntata del programma di Rai 2 Ore 14, condotto da Milo Infante, dove si è discusso della possibilità che Chiara avesse realizzato materiale intimo con il fidanzato e che questo potesse essere finito in mani sbagliate.
Secondo questa ricostruzione, Chiara, sempre descritta come una ragazza attenta e riservata, avrebbe conservato quei contenuti sul computer di casa. Un dettaglio che diventa rilevante perché quel dispositivo non era usato solo da lei: anche il fratello e alcuni suoi amici avevano libero accesso alla stanza, frequentandola quando la giovane non era presente.
Marco Poggi, la clamorosa mossa che scuote Garlasco
Marco Poggi, fratello di Chiara Poggi, vittima dell'omicidio di Garlasco del 13 agosto 2007, ha diffidato i periti i...Una circostanza che solleva dubbi e perplessità. "Sembra un po’ strano", è l’osservazione che sintetizza un sentimento diffuso: l’idea che Chiara potesse lasciare file così delicati in un ambiente non pienamente privato stride con il profilo che emerge dai racconti di familiari e conoscenti. Tuttavia il fatto resta che Chiara è stata uccisa. Ed è stata uccisa in modo brutale, violento. Ed è proprio su questo punto che si innesta l’intervento della biologa Antonella Viola, che nel dibattito televisivo ha richiamato l’attenzione sulla dimensione psicologica del delitto. "Noi dobbiamo anche domandarci che cosa non conosciamo ancora della vita di Chiara e quale davvero possa essere il movente - ha premesso -, perché dal punto di vista psichico una persona che uccide ha una ragione per uccidere".
Garlasco, "Alberto Stasi non mentiva": l'impronta che può riscrivere la storia
Una traccia fino ad oggi trascurata potrebbe rimettere in discussione anni di certezze e rilanciare la versione sempre s...Per Viola, la chiave non è soltanto il quando o il come, ma soprattutto il perché. Ogni omicidio ha un movente, anche se nel tempo può essere reinterpretato, rivisto o messo in discussione. Questo vale in modo particolare per i casi più complessi e mediatici, come quello di Garlasco, nonostante l’esistenza di una sentenza definitiva che ha condannato Alberto Stasi. Ed è proprio su questa pista che emergono le maggiori perplessità. "Io faccio fatica - continua Viola - dal punto di vista del profilo personologico di Chiara a pensare che ci sia stato questo movimento di nascondimento di filmati che lei aveva condiviso con il suo fidanzato", ha concluso.




