Libero logo

Catania, il comizio delle toghe in Chiesa per il "No" al referendum

di Andrea Muzzolonmartedì 27 gennaio 2026
Catania, il comizio delle toghe in Chiesa per il "No" al referendum

3' di lettura

Dieci Padre Nostro, cinque Ave Maria e un No al referendum sulla giustizia. Quella che sembra una battuta, purtroppo, nasconde una triste verità: i comitati che si oppongono alla legge Nordio sono arrivati a occupare anche le chiese pur di spingere le loro tesi in vista del referendum del 22 e 23 marzo. L’ultimo caso è quello della chiesa Immacolata Concezione di Maria Santissima a San Gregorio di Catania. Sabato scorso, subito dopo la messa, il prete ha invitato tutti a fermarsi per assistere al dibattito sulla riforma. Un momento formativo offerto dalla parrocchia, hanno pensato i fedeli. Peccato che, invece di un dibattito, si è trattato di un monologo a senso unico. I due invitati, infatti, erano entrambi membri del comitato Giusto Dire No, promosso dall’Associazione Nazionale Magistrati: Agata Santonocito, procuratore aggiunto del Tribunale di Catania, e Marco Mazzullo, magistrato in tirocinio alla Corte d’Appello. Se quanti erano già decisi a votare No forse sono stati felici del parterre, diversa è stata la reazione del resto del pubblico. Fra i presenti in chiesa c’è chi ha usato toni parecchio accesi per contestare la natura propagandistica dell’iniziativa, sottolineando la mancanza del contraddittorio. E anche il sindaco di San Gregorio avrebbe lamentato l’assenza dei rappresentanti del Sì.

Landini, ira della Camera penale: "In Tribunale a Napoli per il No? Sede inopportuna"

Maurizio Landini scatena l'indignazione della Camera penale. D'altronde, proprio lui che parla di "una magi...

Ma l’occupazione dei luoghi di culto ha scandalizzato anche le toghe favorevoli alla riforma varata dal governo. Sui social, il magistrato Carmen Giuffrida, appena entrata in servizio presso il Tribunale dei minori catanese, ha espresso molto chiaramente il suo pensiero: «Quello che mi viene da dire è solo vergognatevi!». La toga, informata dell’evento dalla sorella, non è però sorpresa: «La magistratura, soprattutto quella catanese, si conferma per quella natura dittatoriale che ha sempre avuto». Ma ne ha per tutti Giuffrida che, a Libero, ha spiegato come sia ormai «evidente l’impegno della Chiesa per il referendum» dato che quella di Catania non è «un’iniziativa sporadica». A dimostrarlo sono le molteplici locandine pubblicate online: «Di recente un collega pugliese me ne ha inviata una con ben sette appuntamenti in chiese diverse».

È sereno, invece, il parroco Andrea Consoli. Interpellato da La Sicilia, ha spiegato che si è trattato di un incontro «tecnico-giuridico», rivendicandolo con orgoglio: «Io sono chiamato a formare le coscienze alla sete di conoscenza». E, a quanti lo accusano di essere di parte, replica: «Io sono del partito di Gesù Cristo». Il tutto, promettendo di prendere in considerazione di organizzare un evento anche con i sostenitori del Sì al referendum. «Non vorrei essere blasfema ma ne dovremmo dunque dedurre che Gesù ci voglia fornire indicazioni di voto?», ha ironizzato Giuffrida annunciando che «sabato prossimo sarò in chiesa e, al termine della funzione, chiederò al prete di parlare della riforma, così come fatto dai colleghi».

Anm, Carlo Nordio durissimo contro Maruotti: "Indegno e disgustoso, scuse inaccettabili"

La polemica esplosa attorno all'incredibile post sui social del segretario generale dell’Anm, Rocco Maruotti, ...

Per il magistrato, aldilà della querelle politica, è indispensabile che i cittadini possano ascoltare entrambe le campane: «Io non sono né di destra né di sinistra, ma sostengo il Sì perché ritengo la Legge Nordio utile dal punto di vista giuridico». Da anni, infatti, è una sostenitrice dell’introduzione del sorteggio del Csm: «È una battaglia che porto avanti da almeno 15 anni con diversi colleghi, motivo per cui trovo irrilevante la forza politica che ha proposto la riforma». In attesa di capire anche la posizione di don Camillo e Peppone sul referendum, l’appuntamento è fissato per sabato prossimo. Vedremo se i fedeli catanesi potranno ascoltare anche le ragioni di chi sostiene la riforma della giustizia.