La puntata di "Lo Stato delle Cose" del 9 febbraio, condotta da Massimo Giletti su Rai 3, ha acceso i riflettori sul delitto di Garlasco, concentrandosi sulle esplosive teorie di Massimo Lovati, ex avvocato di Andrea Sempio. Giletti ha aggiornato la situazione: un anno fa Sempio è entrato nel registro degli indagati, e la Procura di Pavia sta analizzando i computer di Chiara Poggi e Alberto Stasi, alla ricerca di elementi decisivi.Lovati, intervistato in studio, ha rilanciato con forza la sua convinzione: l’omicidio non è opera di Stasi, Sempio o di un concorso di persone, ma di un sicario solo, assoldato da un’organizzazione criminale paragonata a una "Spectre".
"Questa è un’inchiesta finta, volta solo a ottenere la revisione del processo di Alberto Stasi", ha dichiarato. Secondo lui, Chiara Poggi stava scoprendo "cose innominabili", segreti così gravi da mettere a repentaglio l’esistenza di questa rete occulta. L’omicidio sarebbe stato commissionato per metterla a tacere.Giletti ha incalzato: "Si riferisce alle ricerche sul computer di Chiara legate a pedofilia e pornografia? Aveva capito qualcosa?". Lovati ha risposto: "Lei ha sul suo computer cose simili? Io no, le cercava perché era venuta a sapere qualcosa".
Garlasco, "chi ha ucciso Chiara Poggi": il biglietto-choc al cimitero
Un biglietto anonimo, lasciato sulla porta di una cappellina al cimitero, torna oggi a gettare un’ombra inquietant...Poi ha aggiunto: "Quelle organizzazioni criminali si basano sul mutuo soccorso", ha affermato, ipotizzando che un affiliato abbia chiesto aiuto per proteggere la propria reputazione. Ha menzionato anche Don Gregorio (ex parroco del Santuario della Bozzola) e Flavius Savu (in carcere), con sospetti su ingenti somme di denaro inspiegabili.In studio, l’avvocato Antonio De Rensis (difensore di Stasi) ha smontato: "Accolgo le frasi del collega come quelle di un opinionista". Lo scontro prosegue...




