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Pranzo al sacco

In Puglia scatta il divieto di mangiare in spiaggia. "Questione di decoro", ma si parla di panini...
di Lucia Espositomartedì 7 luglio 2026
 Pranzo al sacco

1' di lettura

Quest’estate entrare in certi stabilimenti balneari pugliesi (ma non solo) è peggio che superare i controlli antiterrorismo: le borse del mare vengono perquisite come bagagli sospetti, ma i corpi del reato non sono droghe o armi, bensì panini, focacce e la più minacciosa parmigiana di melanzane. Le bottiglie d’acqua infilate tra creme e palette sono come bottiglie molotov che fanno esplodere la lite. «Non si possono introdurre cibo e bevande», dice il cerbero bagnino. Chi viola i divieti si sente un contrabbandiere e, per non finire nelle grinfie della polizia gastronomica del lido, divora il suo panino nascosto nello spogliatoio. Ai clienti, che hanno già acceso un mutuo per lettini e ombrelloni, i gestori impongono pure i loro menu. È una questione di decoro, dicono. Se mangi il panino portato da casa sei rozzo, ma se addenti quello del lido che costa il quintuplo, magicamente ti trasformi in un damerino... Certo, ci sono quelli che sotto l’ombrellone tirano fuori teglie di lasagne e fette di cocomero. Ma qui si parla di panini, mica del pranzo di Babette!